Apre a Roma il Canapa Caffè, il primo hemp shop con Therapy Room

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In Via dello Scalo di San Lorenzo a Roma aprirà, a partire dal 10 settembre, il Canapa Caffè, un hemp shop decisamente diverso dagli altri: non aspettatevi un coffee shop in stile Amsterdam nè un cannabis social club in stile Barcellona perché, almeno fino a quando il Parlamento non varerà una legge, la cannabis era e resta illegale al pari di cocaina ed eroina, almeno in Italia.

L'offerta commerciale del Canapa Caffè sarà tuttavia diversa da quella degli altri hemp shop che popolano il quartiere San Lorenzo e la città di Roma: oltre a diffondere la cultura della cannabis, fare informazione e occuparsi della vendita di tutti quei prodotti legali infatti il Canapa Caffè avrà uno spazio destinato ad essere un Therapy Room, una stanza nella quale i pazienti potranno utilizzare la cannabis a scopo terapeutico.

L'idea è venuta ai due soci che hanno aperto questa attività, entrambi pazienti che da tempo hanno deciso di curarsi senza dover ricorrere alle medicine convenzionali: fumano il Bedrocan, un farmaco prodotto in Olanda e accessibile nel Lazio per alcune specifiche patologie grazie al Servizio Sanitario Regionale, non senza enormi difficoltà.

"Canapa Caffè nasce infatti da Canapa Info Point, un’associazione nazionale che mira a informare e a sensibilizzare sulle molte qualità di questa pianta, che fino a tanti anni fa aveva una grande diffusione in Italia"

afferma uno dei due soci, Luigi Mantuano, all'Huffington Post. Ma perchè un malato dovrebbe curarsi con la cannabis recandosi in un locale pubblico? L'offerta, decisamente innovativa in Italia, punta a superare le innumerevoli restrizioni dello Stato Italiano per le cure terapeutiche a base di cannabis, norme che prevedono che si possa consumare il farmaco solo a casa.

"Il Canapa Caffè nasce come risposta a questa forma di limitazione. Come fa una persona che lavora tutto il giorno a Roma e abita fuori dal raccordo a curarsi? E chi viaggia di continuo? Negli spazi pubblici per ora è vietato.
Non esiste una legge che lo permette, ma stiamo lavorando con un team di avvocati, due dei quali sono quelli che hanno fatto cadere la legge Fini-Giovanardi, per cercare un vuoto legislativo, trovare l’anticostituzionalità e far cadere l’articolo 79 del Dpr 309/90."

Il prossimo 25 luglio la Camera dei Deputati comincerà l'esame di una proposta di legge per la legalizzazione dell'uso e dell'autocoltivazione della cannabis anche in Italia, proposta sotto monopolio di Stato. Una legge sulla quale il gruppo di Area Popolare (sì, proprio quel piccolo e sparuto gruppo di fuoriusciti da Forza Italia per entrare nel governo Renzi) si è espresso molto criticamente presentando 1300 emendamenti nel terrore che narcotraffico e "gioventù" possano trovare nuove forme criminali per coniugarsi, una visione quantomeno retrograda e fuori fuoco rispetto al reale problema. Una visione, tra l'altro, che si sconfessa da sola osservando i danni che il proibizionismo ha fatto in Italia dalla Seconda Guerra Mondiale ad oggi.

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