Beau Solomon, la ricostruzione dell’omicidio dello studente americano

Gli agenti della Squadra Mobile e del Commissariato Trevi-Campo-Marzio sarebbero riusciti a ricostruire le ultime ore di vita del giovane statunitense Beau Solomon, ucciso la sera del 30 giugno scorso mentre si trovava a Trastevere insieme ad alcuni amici.

Il 19enne, appena arrivato in Italia dal Wisconsin per studiare alla John Cabot University, sarebbe stato aggredito in due diversi momenti quella tragica sera sulla banchina del Tevere all’altezza di piazza Trilussa.

Solomon sarebbe stato prima avvicinato da due malviventi non ancora identificati, due uomini che, vedendolo ubriaco e barcollante, sono riusciti a rubargli il portafogli e la carta di credito - poi utilizzata a Milano per acquisti del valore complessivo di 1500 dollari.

Poco dopo, mentre si trovava ancora sulla banchina del Tevere ed era appena stato derubato, Solomon si sarebbe imbattuto in Massimo Galioto, il 41enne romano senza fissa dimora che era solito dormire in una tenda non lontano da lì. Solomon e Galioto avrebbero discusso e il 41enne, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, avrebbe spinto il giovane nel Tevere, assicurandolo a morte certa.

Galioto, subito dopo il delitto, è tornato a dormire nella sua tenda insieme alla sua compagna senza lanciare alcun allarme. Nel corso dell’interrogatorio di oggi il 41enne avrebbe confermato la dinamica, sottolineando come il giovane sia scivolato in acqua dopo aver ricevuto uno spintone.

Nessuna traccia, al momento, delle due persone che hanno derubato il giovane, ma gli inquirenti sono già sulle loro tracce e non escludono possibili collegamenti con lo stesso Galioto, ora rinchiuso nel carcere di Regina Coeli.

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