Sequestro da 20 milioni di euro al clan Fasciani a Ostia

Questa mattina la Guardia di Finanza ha sequestrato al clan Fasciani di Ostia, che mantiene l'egemonia sul litorale romano relativamente a narcotraffico, spaccio, strozzinaggio e usura, beni per un valore di circa 20 milioni di euro.

Nell'ambito dell'operazione "Medusa", scattata all'alba con l'azione di 150 finanzieri del comando provinciale della Guardia di Finanza di Roma, dopo le indagini economico-patrimoniali condotte nei confronti dei fratelli Carmine e Terenzio Fasciani, tuttora detenuti, la GdF ha provveduto al sequestro di beni mobili e immobili.

Non è tuttavia possibile definire quello dei Fasciani "un clan", almeno giuridicamente parlando, perchè l'aggravante di associazione di stampo mafioso non è stata riconosciuta nell'ultimo processo a carico dei principali esponenti della famiglia, condannati senza aggravante a diverse decine di anni di carcere.

Secondo le indagini più recenti l'obiettivo del clan è stato quello di investire in attività (quali la ristorazione e la gestione di stabilimenti balneari e discoteche) che meglio e più velocemente si prestavano al reimpiego dei proventi illeciti: in tale quadro, hanno acquisito numerose realtà imprenditoriali, alcune di recente costituzione, strumentali al mantenimento economico e alla loro egemonia criminale.

Molti i prestanome: in alcuni casi si sono create delle vere e proprie joint-venture tra i fratelli Fasciani e imprenditori del luogo poco conosciuti.

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