Ballottaggio Roma: Tomaso Montanari e le telefonate con D'Alema su Virginia Raggi

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Non si placano le polemiche politiche nate dal retroscena di Repubblica che indicava Massimo D'Alema pronto a votare Virginia Raggi al ballottaggio romano (con virgolettati smentiti dall'ex premier).

Lo stesso giornale di largo Fochetti pubblica oggi un'intervista allo storico dell'arte Tomaso Montanari, il quale era stato chiamato da Virginia Raggi che gli aveva offerto l'assessorato alla cultura.

Montanari ricorda a Repubblica di avere "un mondo in comune" con D'Alema e poi racconta le tre telefonate intercorse negli scorsi giorni con l'ex premier:

"Come molti, era incuriosito dal fatto che uno come me, di sinistra, venisse chiamato dal M5S. Abbiamo parlato della grande manifestazione sulla cultura a Roma. Della città. E poi sì, anche della possibilità che io diventassi assessore alla Cultura (con la Raggi, ndr). E mi ha consigliato di farlo. O meglio, mi ha detto che se avessi accettato avrei di certo fatto bene. Lo diceva non tanto per la Raggi, ma pensando a Roma".

Nemmeno dall'intervista a Montanari emerge un endorsement esplicito di D'Alema al Movimento 5 Stelle, però certo l'analisi politica va in quella direzione:

"A dire il vero era un discorso disteso, ed ampio. Abbiamo ragionato della rottura del rapporto tra l'elettorato di sinistra e il Pd. Entrambi d'accordo, come sul fatto che il Pd di Renzi non fa più parte della foto di famiglia del riformismo europeo".

Montanari pensa che D'Alema non debba più occultare la sua posizione:

"Penso che D'Alema e gli altri dirigenti del Pd debbano dire queste cose pubblicamente. Non per andarsene dal Pd, ma per riprenderselo. Renzi è un abusivo della storia di sinistra".

Alla domanda 'Perché allora questa reazione da parte dell'ex premier?', Montanari risponde:

"Non capisco, forse è perché siamo alla vigilia di un voto importante - che il Pd perderà - e qualcuno si appresta a indicarlo come capro espiatorio. Cosa bizzarra, perché - lo dico con rispetto - non credo sposti molti voti".

Lo storico dell'arte conferma di aver rifiutato l'assessorato ma che a Roma voterebbe Virginia Raggi.

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