Turisti a Roma. Lo scooter e il mito della Dolce Vita

Ricordate la scena celeberrima di Audrey Hepburn e Cary Grant in 'Vacanze romane'? Lei aveva preso incautamente la guida di una bella Vespa seminando il panico in strada per la sua incapacità di guidarla. Ecco, mi sono sempre chiesta come facessero quei due a divertirsi, in quel momento.

Nella realtà qualche altro motorino che gli sfrecciava accanto li avrebbe fatti cadere o lo stesso compito lo avrebbe svolto egregiamente un bel sampietrino, è chiaro. Nella realtà (e al giorno d'oggi) lei sarebbe tornata a casa tossendo per lo smog ingurgitato a pieni polmoni (era pur sempre una principessa, poco avvezza a stare nel traffico, of course).

Comunque, che sia colpa di Moretti o della famigerata scena di Vacanze Romane, è un fatto: i turisti stranieri a Roma mostrano di avere il mito del giro in scooter nella Capitale. In questi giorni lo ha segnalato anche Le Monde con un ampio reportage di cui si è molto parlato, in cui si racconta la città dal punto di vista delle due ruote.

Ma soprattutto, secondo me, Le Monde ha confermato che i turisti che arrivano a Roma, presi dalla magnificenza dei monumenti che gli si parano davanti, continuano a pensarla come a un “set” cinematografico. Illudendosi di scovare in qualche angolo nascosto le stesse atmosfere create ad arte da grandi registi e che non esistono più.

Dal reportage di Daniel Psenny infatti, a parte le ovvie considerazioni sul traffico romano e sullo stato delle nostre strade, sul quale lasciamo all'agone politico il compito di polemizzare, si evince la visione molto influenzata dalla storia del cinema che all'estero continuano ad avere della nostra città.

Infatti, spiega Psenny, fra i giri più belli c'è (l'immancabile) Cimitero degli artisti e un giro da Piramide Cestia a Cinecittà. “Il cimitero degli artisti - scrive - è ideale da raggiungere sulle due ruote perche' permette di percorrere anche i quartieri circostanti la Piramide Cestia, rimasti ancora integri come ai tempi del neorealismo. Meta finale: Cinecitta', forse meno famosa e ricercata di una volta ma oggi ancora capace di far vibrare".

Insomma, il mito della “Dolce vita” è duro a schiodarsi, e si continua a sognare di visitare la nostra città come hanno il privilegio di farlo solo gli attori cinematografici, forse.

Foto | Flickr

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