Olimpiadi di Roma, flash-mob dei Radicali al Campidoglio

Un'iniziativa molto simile al Duran-Adam di piazza Taksim a Istanbul quella messa letteralmente in piedi dai Radicali questa mattina in piazza del Campidoglio: rivolti in silenzio verso palazzo Senatorio, alle 8 di questa mattina, 30 esponenti e sostenitori dell'associazione Radicali Roma hanno protestato in silenzio, e con un lapis in mano, contro la decisione unilaterale del Comune di Roma di sospendere la raccolta firme per il referendum consultivo sulla candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2024.

La manifestazione nonviolenta dei Radicali, la prima iniziativa di questo tipo dalla scomparsa di Marco Pannella avvenuta giovedì scorso, è volta a protestare contro la decisione del Comune, giudicata "illegittima" perchè impedirebbe in sostanza un'espressione della cittadinanza sulla candidatura della Capitale ad ospitare i giochi olimpici nel 2024, candidatura lanciata da Gianni Malagò, Luca di Montezemolo e Matteo Renzi in visita ad un asilo qualche mese fa: una platea decisamente poco incline a prendere decisioni tanto importanti.

"Vogliono imbavagliare il referendum e i cittadini. [...] Con questa azione nonviolenta chiediamo al commissario Tronca cosa intenda fare davanti ai gravi atti illegittimi dei vertici dell'amministrazione capitolina che compromettono diritti civili e politici dei cittadini. A poche ora dall'avvio della raccolta firme il referendum è stato illegittimamente sospeso dal Comune a seguito di una lettera del Coni che, senza averne alcuna facoltà, sollevava obiezioni sul quesito nonostante lo scorso 18 aprile questo avesse già ottenuto il via libera dalla commissione per i Referendum di Roma Capitale"

ha dichiarato Riccardo Magi, ex-consigliere comunale nuovamente candidato al Campidoglio nelle liste Radicali.

La questione, per come la pongono i Radicali, è piuttosto semplice: Olimpiadi significano cemento, investimenti e miliardi di euro in opere pubbliche, opere che storicamente la città di Roma ha dimostrato di non essere in grado non di gestire ma nemmeno di costruire. Se pensiamo infatti ai Mondiali di Nuoto, con le piscine di Ostia completate mesi dopo le gare e successivamente abbandonate, se pensiamo alle Olimpiadi di Roma del 1960, le cui opere non sono mai state completate, se pensiamo alla vela di Calatrava che giace abbandonata lungo la fine del tratto urbano dell'A24, se pensiamo alle recenti opere nel quartiere EUR ci rendiamo perfettamente conto come la Capitale abbia enormi problemi strutturali in tal senso. Assurdo è, secondo i Radicali, lanciarsi in una nuova avventura quando i cittadini stanno ancora aspettando il completamento delle opere del 1960.

Qualcuno, come ad esempio il candidato PD a Roma Roberto Giachetti (che citiamo perchè sostenuto in campagna elettorale dai Radicali) difende la candidatura adducendo motivazioni piuttosto classiche, come l'aumento di posti di lavoro e la "grande opportunità per Roma di modernizzarsi", dimenticando tuttavia come altre realtà, il Sudafrica dopo i mondiali di calcio, o il Brasile di oggi post mondiale e pre-Olimpiade, pensiamo a Pechino, Atene e a tutti i grandi eventi di questo tipo organizzati di recente nel mondo, siano cadute in un profondo stato di crisi economica per i troppi investimenti in opere pubbliche non rientrati o comunque siano andate fortemente in perdita con l'organizzazione dell'evento. Numeri alla mano, il dossier prodotto dai Radicali è quantomeno degno dell'attenzione di tutti, la candidatura di Roma andrebbe ponderata meglio.

Un altro aspetto critico riguarda la decisione, o meglio la modalità con cui è stata presa la decisione, di candidare Roma alle Olimpiadi del 2024: la decisione da chi è stata presa? Semplicemente una mattina Malagò e Montezemolo hanno deciso, mentre parlavano ad alcuni bambini di un asilo, di rendere nota la notizia di una scelta fatta in chissà quale consesso (se governativo, se politico, se sportivo non ci è mai stato spiegato, certamente il Comune di Roma non era stato interpellato ma si è accodato felicemente all'imposizione). Un'imposizione venduta alla cittadinanza come un'opportunità, e detta così sembra quasi che stiamo parlando di una truffa.

Che qualcuno ce ne scampi.

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