Bertolaso: "se c'è scarsa affluenza o se vince il no alle primarie mollo"

Italian Prime Minister Silvio Berlusconi (L) listens to Italy's civil protection department chief Guido Bertolaso during a press conference following a ministers' council on November 5, 2010 at Palazzo Chigi in Rome. Berlusconi announced new measures to fight criminality.   AFP PHOTO / TIZIANA FABI (Photo credit should read TIZIANA FABI/AFP/Getty Images)

Guido Bertolaso rimane il candidato sindaco "senza se e senza ma" di Silvio Berlusconi. Ma gli alleati rimangono freddi rispetto ad una sua candidatura alle elezioni comunali a Roma. Giorgia Meloni non si espone, pur sapendo che l'ex capo della Protezione Civile non è in partita. Più netto Matteo Salvini, che oggi a Grammichele, nel catanese, ha ribadito: "Bertolaso non è il mio candidato".

Vista lo scarso entusiasmo intorno al suo nome e i sondaggi deludenti, Bertolaso prova a rilanciare. Nel corso della trasmissione Agorà di Rai 3, fa capire chiaramente che se non ci sarà una vera mobilitazione alle "primarie" del centrodestra lui è pronto a non candidarsi: "mollo Roma se ci sarà scarsa affluenza alle urne e se ci fossero risultati negativi".

Certamente Bertolaso quando deve entrare nel merito dell'affluenza "limite", necessaria per correre al Campidoglio, non offre un dato molto preciso: "10mila persone vere sono meglio di 15mila taroccate [...] ma forse 5mila sarebbero un po’ poche".

Ricordiamo che le primarie del centrodestra, indette per il 12 e 13 marzo prossimi, non funzionano come quelle del Pd o del Movimento 5 Stelle. In sostanza si dice sì o no ad un candidato unico, compilando un questionario. Difficile fare previsioni al momento sulla partecipazione, ma di certo arrivare a 10 mila votanti non sarà una passeggiata.

Bertolaso, infine, provocato su Salvini, ha dichiarato: "conta poco che Matteo Salvini non si fidi di me. L’importante è che si fidino i romani. Bisogna fare squadra per salvare la città di Roma". Il rischio, però, è che alla fine il "protetto" di Berlusconi si candidi senza sostegno. Con Lega e Fratelli d'Italia, defilati, quasi ad attendere una ineluttabile sconfitta. Salvo clamorose sorprese.

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