A Roma i topi cominciano a preoccupare

482246112.jpg

Sembra che Roma sia destinata ad affrontare un "nuovo" problema: i topi. E' su tutti i giornali infatti la macabra notizia, emersa ieri, della chiusura di una biglietteria del Colosseo: mentre l'impiegata si trovava al lavoro infatti del sangue ha cominciato a colare dal soffitto, dove un grosso topo era rimasto schiacciato da un'intercapedine.

Il macabro dettaglio ha scoperchiato il vaso di Pandora: Roma ha un rapporto decisamente millenario con i ratti che vivono nel suo immenso e in buona parte sconosciuto sottofondo, ma secondo le ultime stime nella Capitale oggi vivrebbero circa 6 milioni di ratti, due pro-capite, molto più grossi di quanto non si pensi. Questi trovano da banchettare abbondantemente nella sporcizia generalizzata della città, ma il vero supermercato sembrano essere i cassonetti stradali dei rifiuti (vere e proprie discariche a cielo aperto distribuite in tutta la città, spesso lasciate piene per giorni).

Si è trattato di un caso isolato, non c'è alcuna invasione o emergenza di topi né al Colosseo, né al Foro Romano, che sono rimasti regolarmente aperti [...] Il problema dei topi a Roma è ben noto. A Palazzo Massimo provocano proteste sindacali da tempo

ha dichiarato alla stampa il soprintendente ai Beni archeologici. L'Ama ha fatto sapere che da metà gennaio a metà febbraio a Roma sono stati oltre 600 gli interventi di derattizzazione, dopo che il Campidoglio ha chiesto di intensificare l’azione su obiettivi mirati. La notizia è emersa non certo per un'inchiesta ma nel corso di una conferenza stampa in cui si presentavano le nuove iniziative dei servizi per il pubblico nell'area archeologica centrale; al soprintendente Francesco Prosperetti è stato chiesto come mai risultasse chiuso uno dei quattro sportelli della nuova biglietteria sulla Piazza del Colosseo, nonostante la lunga fila, e questi ha risposto spiegando la questione del topo morto.

I romani con i topi vivono da sempre: nel 1907 l'allora sindaco della Capitale Ernesto Nathan si trovava di fronte alla necessità di effettuare importanti tagli al bilancio (sì, all'epoca era già in rosso). Eletto proprio in quell'anno, e successivamente rieletto (è stato uno dei sindaci più apprezzati non solo dai romani ma anche dalla loro memoria storica), a quei tempi il Comune manteneva una numerosa colonia felina, incaricata ufficialmente di salvare dai topi la grande massa cartacea di documenti, più o meno antichi, dell’archivio capitolino.

Per via della spending review romana Nathan decise di depennare anche i fondi per le frattaglie destinate ai gatti: accanto alla nota con la quale il sindaco cancellava la voce di spesa lo stesso annotava: "Nun c'è trippa pe' gatti". Da quel momento i gatti romani avrebbero dovuto procurarsi da soli il sostentamento, proprio attraverso i topi che avrebbero dovuto cacciare.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail