Elezioni Comunali Roma 2016, Massimo Bray: "Non mi candido a sindaco"

Massimo Bray possibile candidato a sindaco di Roma

Domenica 13 marzo 2016 - Dopo le molte voci circolate sulla sua possibile candidatura a sindaco di Roma, Massimo Bray ha scelto di non correre per il Campidoglio. A confermarlo è il diretto interessato con un intervento sulla sua pagina Facebook.

Scrive l'ex ministro della Cultura:

"Ringrazio le ragazze e i ragazzi che in forme differenti mi hanno sostenuto con entusiasmo, fatto sentire la loro stima sincera, l'amicizia fatta di valori e di passioni ma, in una situazione in cui sarei un ulteriore elemento di divisione, non sarò candidato alle prossime elezioni amministrative"

Dunque, per la sinistra niente candidato al momento. Manca ancora un metodo per arrivare alla scelta di un nome e in campo rimangono soltanto due ipotesi, quella di Ignazio Marino e Stefano Fassina.

Il vicepresidente della Regione Lazio, Massimo Smeriglio, ha rilasciato oggi una dichiarazione amareggiata per l'uscita di scena di Bray: "Mi spiace molto, avrebbe portato un carico di competenza e una visione alta capace di spostare la campagna elettorale dalle polemiche rancorose tra partiti e correnti alla centralità di Roma, alla sua grande bellezza, al suo diritto al futuro. Sono sicuro che questa mattina Matteo Renzi tirerà un sospiro di sollievo. Quello che invece mi resta poco chiaro è l'atteggiamento di chi, nel campo dei parolai anti-renziani, in questi giorni avrebbe dovuto favorire questa candidatura e invece ha alzato muri, avanzato distinguo, perplessità" (cit. Repubblica.it).


Sabato 12 marzo 2016 - È passato quasi un mese e mezzo da quando sono cominciate a circolare le voci di una possibile candidatura di Massimo Bray alla poltrona di sindaco di Roma, ma ancora non è stata in alcun modo confermata la sua corsa al Campidoglio. Nel frattempo si sono concluse le primarie del Pd, con qualche appendice relativa al riconteggio delle schede bianche, con la vittoria di Roberto Giachetti che è dunque il candidato ufficiale.

Questo significa che se effettivamente Bray si vorrà ricandidare lo dovrà fare al di fuori del partito, proprio come ipotizzavamo a gennaio.

In favore di Bray è stata lanciata ieri una petizione su Avaaz.org con l’hashtag #UnaFirmaPerBray, proprio per fare in modo che l’ex ministro dei Beni Culturali si candidi, perché, si legge nella petizione, “Roma ha bisogno di un diverso respiro, di ricominciare a emozionarsi per le sue bellezze e intelligenze, di chiudere con i tatticismi e le zuffe di partito, di svoltare dal mafiacapitalismo per riportare la città e la politica lì all’altezza della cultura che contiene”. Bray viene indicato dunque come “la scintilla di questo cambiamento collettivo” e vengono elencati otto motivi per i quali sarebbe un ottimo sindaco:

1) “Se si vuole vincere a Roma c’è bisogno di un candidato che parli alle diverse estrazioni sociali: tranquillizzare i 'salotti buoni' della Capitale, che è ben diverso dall'asservirsi alle cricche di questi ultimi anni, significa semplicemente riuscire a ottenere credito politico per la solidità delle vedute e dei progetti oltre che per l'effimera indignazione. Massimo Bray ha dimostrato, da ministro, di avere non solo idee chiare ma anche capacità amministrativa per seguirne la realizzazione”

2) Bray viene definito “il migliore ministro alla cultura degli ultimi anni” e “Roma è la capitale culturale italiana ha bisogno di qualcuno veramente capace di valorizzarla come patrimonio mondiale e per Bray con la cultura si mangia, eccome”

3) Bray ha dimostrato di essere capace di opporsi alla mafia ed è “più antimafioso di molti antimafiosi”

4) Si è sempre dimostrato attento ai diritti, nella petizione si legge “Massimo Bray ha sempre espresso idee chiare e contenuti netti sui diritti. Basta farsi un giro sulla sua pagina Facebook per capire quanto sia sensibili ai temi che in molti non affrontano per non scontentare nessuno”

5) Ha il valore delle periferie.

6) Ha una spiccata cultura del lavoro.

7) “Bray è un meridionale fiero, convinto, ottimista e che piace molto anche al nord. Sarebbe un ottimo ambasciatore del Sud, in quel di Roma”

8) Infine, Bray non è associabile ad alcuna compagine politica ed è dunque fuori dalle dinamiche dei partiti.

Elezioni Comunali Roma 2016: Massimo Bray si candida senza primarie?


Lunedì 25 gennaio 2016

- Le elezioni comunali della Capitale previste per la prossima primavera potrebbero vedere schierato un altro candidato del Pd, oltre a Roberto Giachetti, ma senza le primarie di coalizione. È di questi giorni infatti l'indiscrezione secondo cui Massimo Bray, ex ministro dei Beni Culturali del governo Letta, starebbe seriamente pensando di correre per la poltrona di primo cittadino, e senza candidarsi alle primarie Pd.

Si tratta quindi di due notizie in una, ma solo la prima sembra certa, e cioè l'intenzione di Bray (leccese, romano di adozione) di correre per le elezioni comunali, in chiave anti-renziana e quindi con l'appoggio di Sel, dell'ex sindaco Marino e, forse, della minoranza Pd. Quest'ultimo appoggio però è condizionato alla partecipazione alle primarie: se Bray decidesse di correre comunque, l'appoggio della minoranza Pd sarebbe equivalente a una scissione.

Bray, dopo essere stato sollevato dall'incarico ai Beni Culturali da Matteo Renzi per far posto a Dario Franceschini, l'anno scorso ha rinunciato al seggio alla Camera per lavorare a tempo pieno all'Istituto Treccani, ma ora evidentemente sente la nostalgia della politica attiva.

Dopo le prime voci sulla candidatura, Matteo Orfini ha rivolto un appello all'"amico Bray" chiedendogli, se vuole candidarsi, di farlo attraverso le primarie. Bray ha risposto a stretto giro con un post sulla sua pagina Facebook in cui ricorda

Non ho mai fatto e mai farò scelte politiche per dividere.
Non appartengo a correnti e non farei mai una scelta contro qualcuno.
Ho imparato che fare politica deve essere la capacità di ascoltare i cittadini, credere nei valori e battersi per la difesa dei beni comuni.

A parte questo, però, nessun accenno alla possibile candidatura.

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