Befana a piazza Navona e il bando della discordia: di chi è la colpa? Orfini contro Marino

I sostenitori di Marino accusano il Pd di aver voluto la "restaurazione", Orfini attacca l'ex sindaco

01-mercatino-piazza-navona-befanajpg

I risultati del bando per il nuovo mercatino di Natale di piazza Navona non cessano di suscitare polemiche: dopo gli annunci di "rivoluzione" è stata la volta della "restaurazione", con i soliti nomi (su tutti, la famiglia Tredicine) a occupare i primi posti delle graduatorie, peraltro con risultati molto bassi e senza punteggi aggiuntivi per la qualità.

Le reazioni della cittadinanza si sono spaccate in due scuole di pensiero: da una parte chi imputa il pasticciaccio alla giunta Marino, e dall'altra chi pensa che sia stato il Pd, o in generale i "poteri forti", a portare la "restaurazione" dopo aver cacciato l'ex sindaco.

Nelle polemiche è intervenuto ieri anche il presidente del Pd, e commissario romano, Matteo Orfini, con un lungo post su Facebook in cui accusa senza mezzi termini la giunta Marino.

Su Piazza Navona leggo cose abbastanza strampalate […] il bando in questione fu fatto ai tempi della giunta Marino tanto che a presentarlo in grande stile furono gli assessori di comune e municipio (troverete facilmente le foto online). Quel bando era vincolato nella stesura da norme superiori (intesa stato regioni e comunali, mi sembra di ricordare). Furono utilizzati tutti gli spazi possibili per aprire il bando e inserire principi che garantissero la qualità. Ma i paletti normativi sono piuttosto rigidi. Anche perché quella di piazza Navona è una "fiera" e quindi è sostanzialmente riservata a una specifica tipologia di operatori. Se si voleva alzare il livello qualitativo bastava cambiare la natura della manifestazione. Cosa che è nelle competenze del Comune di Roma fare attraverso una delibera. E che però il Comune di Roma - né prima di Marino né con Marino - ha ritenuto di fare.
Quindi non c'è nessuna restaurazione dopo la fine della giunta, parliamo di una vicenda nata e gestita con Marino sindaco.

Orfini difende invece le istituzioni del I Municipio, ("È la giunta del I Municipio ad essersi esposta in prima persona contro lobby e interessi, sono loro che in queste ore si sono per primi dichiarati insoddisfatti dell'esito del bando e hanno giustamente attivato le procedure di controllo per verificare che gli uffici tecnici abbiano correttamente applicato quanto stabilito"), e ricorda come siano state oggetto di minacce lo scorso anno per la loro battaglia per la riqualificazione del mercato.

Al centro della questione c'è sempre il bando di concorso, deciso da Comune e I Municipio, e che poi è stato oggetto di una integrazione perché i criteri originali non sembravano garantire il necessario cambiamento. Questa integrazione – che prevedeva criteri di qualità, oltre che di integrità – non sembra però essere stata applicata dalla commissione tecnica (e va detto che, comunque, non prevedeva dei punteggi tali da cambiare di molto la situazione). Questo è il pasticciaccio alla base delle polemiche di oggi, e che può essere interpretato, a seconda dei punti di vista, come un errore di gestione della ex giunta o come uno dei risultati dell'allontanamento di Marino

  • shares
  • Mail