AMA: via i cassonetti per la raccolta di abiti usati a Roma

Dopo la multa da parte dell'Antitrust e le inchieste, Ama internalizzerà il servizio

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Presto i cassonetti gialli per la raccolta differenziata di abiti usati spariranno dalle strade di Roma. AMA infatti ha deciso di interrompere il rapporto con le cooperative che si occupavano della raccolta di vestiti e che sono state condannate dall'Antitrust lo scorso settembre. Era stato infatti scoperto che le due cooperative, la Sel.Co e la Bastiani, vendevano gli abiti raccolti nei cassoni in strada nonostante lasciassero intendere che venivano raccolti per beneficenza.

Le due cooperative erano state multate per 110.000 euro, ma l'AMA aveva ricevuto una multa di 100.000 euro per l'omesso controllo. Come se non bastasse una delle due cooperative, la Sel.Co, è finita nell'inchiesta su Mafia Capitale perché accusata di essere coinvolta nel mercato nero degli abiti usati, un business particolarmente fiorente a Roma e che riguarda cooperative e associazioni mafiose, tanto che dell'indagine si occupa anche l'Antimafia.

Da qui la decisione dell'AMA di sospendere l'appalto dato in gestione esterna ai consorzi, e di ripartire nel 2016 con un nuovo servizio totalmente internalizzato.

Il provvedimento, che si inserisce nel percorso di trasparenza e legalità intrapreso dal nuovo management di Ama, è stato deciso in quanto nell’ambito del processo per Mafia Capitale, lo scorso 5 novembre è stata resa pubblica la Relazione sugli esiti dell’accesso presso Roma Capitale del Prefetto, che contiene anche un capitolo riguardante questo servizio

Ha spiegato l'azienda in una nota. Nella stessa nota si aggiunge che, a inizio 2016, verrà indetto un bando per l'acquisto di nuovi cassonetti per la raccolta differenziata di abiti, ma che, a differenza di quanto accaduto finora, la gestione della raccolta sarà interna all'azienda municipalizzata.

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