Truffa e falso, 14 arresti all’Ospedale Israelitico

Tra gli indagati anche l'ex dg Antonio Mastrapasqua

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14:14 - Secondo quanto è stato reso noto dalla procura di Roma l'indagine è la stessa che portò il 29 settembre 2014, i Carabinieri dei NAS a perquisire i locali dell'Ospedale privato romano: l'ipotesi era quella di truffa relativa a rimborsi chiesti alla Regione Lazio per malattie che non corrispondevano alla diagnosi.

Le misure cautelari scattate oggi rientrano quindi in quell'ipotesi di reato: ci sarebbe stato un accordo tra gli indagati per truffare il Sistema sanitario nazionale e ottenere rimborsi più elevati rispetto ai costi effettivamente sostenuti dalla struttura. Già lo scorso anno la Regione Lazio si era affrettata a chiarire:

"I fatti relativi alle fatturazioni al centro dell'inchiesta risalgono al periodo 2006/2009. Nel 2011 e nel 2012 con due diversi decreti la precedente amministrazione ratificò accordi che consentivano la liquidazione, al momento bloccata, delle prestazioni erogate. Nel 2014 con il decreto 128 l'attuale amministrazione in autotutela ha annullato i due provvedimenti, ricalcolando l'entità delle prestazioni erogate dal 2006 al 2009 e risultate dalle verifiche non congrue per 17 milioni di euro".

Oggi il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti ha ringraziato la Procura romana per la celerità delle indagini e per il risultato raggiunto. Secondo gli inquirenti sotto la lente d'ingrandimento della procura c'è la gestione amministrativo-contabile di alcune tipologie di interventi ortopedici e delle biopsie e scoperto che medici e operatori della struttura falsificavano la documentazione per attribuire arbitrariamente codifiche tecniche riconducibili a prestazioni sanitarie dichiarate complesse.

Lo scopo è fin troppo chiaro, ottenere rimborsi maggiorati e indebiti al servizio sanitario pubblico.

Mercoledì 21 ottobre 2015, ore 10:59 - 17 dipendenti della casa di cura privata Ospedale specializzato Israelitico sono stati raggiunti mercoledì mattina da altrettante misure cautelari eseguite dai Carabinieri del Nas e del comando provinciale della Capitale: gli indagati sono accusati a vario titolo di truffa e falso alla sanità pubblica con circa 7 milioni e mezzo di rimborsi indebitamente chiesti rispetto alle prestazioni effettivamente erogate, beni per i quali la magistratura ha disposto il sequestro cautelativo.

Delle 17 misure cautelari 14 sono ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari e 3 obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria: gli indagati sono tutti dirigenti, medici e operatori della casa di cura privata. Tra gli arrestati c'è anche l'ex direttore generale dell'Ospedale, Antonio Mastrapasqua, attualmente ai domiciliari.

Secondo quanto riportano le agenzie di stampa di questi minuti i provvedimenti sono stati tutti emessi dal gip Paola Tomaselli del Tribunale di Roma sono riconducibili alle risultanze investigative raccolte nel corso di un'indagine condotta dal NAS di Roma e coordinata da un pool della Procura della Repubblica di Roma relativamente alle ipotesi di reato di falso e truffa in danno della sanità pubblica.

Le indagini, coordinate dai pm Fasanelli e Palaia, colpisce tutto lo "stato maggiore" dell'Ospedale Istraelitico di Roma, oltre all'ex dg Mastrapasqua: il vice direttore, Tiziana Agostini; il direttore sanitario e responsabile del Day Hospital, Gianluigi Spinelli; due responsabili dell'ufficio controllo appropriatezza delle cartelle cliniche, Mirella Urso e Antonio Canistrà; il responsabile del servizio urologia; Pietro Aloisi; il primario del reparto ortopedia, Elvira Di Cave; e ancora medici, collaboratori amministrativi e coordinatori del personale infermieristico.

Nell'ordinanza, secondo quanto riporta Repubblica, il gip disegna un accordo tra tutti gli indagati al fine di truffare il sistema sanitario nazionale per ottenere rimborsi più elevati rispetto ai costi effettivamente sostenuti dalla struttura:

"Solo per le prestazioni di alluce valgo e altre procedure chirurgiche, i pm contestano che nell'anno 2012 sono state compilate 613 cartelle cliniche false e 455 nel 2013. Inoltre veniva attestato falsamente in 451 cartelle cliniche nel 2012 e in 322 nel 2013 di aver erogato prestazioni in regime di ricovero ordinario anziché in Day Hospital. E ancora: per le biopsie sarebbe stato comunicato alla Regione Lazio il rispetto di una procedura diversa da quella realmente eseguita per 322 cartelle nel 2012 e 263 nel 2013. Non solo: la lista delle accuse si chiude con il capitolo più grave, quello dei ricoveri falsi. Secondo gli inquirenti il vertice dell'Ospedale avrebbe falsificato il numero e la tipologia di cure in convenzione effettivamente prestate, procurandosi un ingiusto profitto legato a remunerazioni e compensi non dovuti sui posti letto per un totale di 3.042 ricoveri, pari a 12,6 milioni di euro."

scrive il quotidiano del Gruppo Espresso.

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