Metro C Roma: la stazione San Giovanni tra proteste e progetti museali

Mentre i lavoratori del cantiere incrociano le braccia, il Comune pensa alla collocazione dei ritrovamenti archeologici

Metro-C-Roma-Pantano-Centocelle

Nelle settimane che seguono le dimissioni di Marino e preludono a un più o meno lungo commissariamento, non fa notizia la surreale situazione della stazione San Giovanni della Metro C. Quello che doveva essere il fiore all'occhiello della terza linea metro romana, e la prima intersezione con la linea A, si trova in questi giorni sospesa tra una protesta dei lavoratori mentre da parte dell'amministrazione comunale si pensa già a come migliorare esteticamente la stazione. Stazione che però ancora non è aperta, e gli ultimi cronoprogrammi datano l'inaugurazione al 2016, probabilmente nella seconda metà. E pazienza se l'apertura della fermata San Giovanni sarebbe un toccasana per il Giubileo, per avvicinare i pellegrini provenienti dalla zona Pantano-Giardinetti a San Pietro tramite il collegamento con la linea A.

L'apertura della stazione, inizialmente prevista per il 2008 e successivamente slittata al 2015, è stata ulteriormente rimandata perché nel frattempo – visti i ritardi accumulati nella tratta successiva – si era resa necessaria la costruzione di un ulteriore spazio di manovra per invertire la marcia dei convogli, poiché San Giovanni sarà per molto tempo il capolinea della linea verde, da qui il cantiere sotto via Sannio aperto pochi mesi fa. Ora il nuovo guaio riguarda i lavoratori della ditta subaffidataria, messi in ferie forzate e poi licenziati.

Il caso riguarda sedici lavoratori del cantiere di San Giovanni: la trattativa tra le ditte e i sindacati non è andata a buon fine, e 16 operai hanno già ricevuto lettere di licenziamento mentre altri sono sul punto di riceverle. Tanto è bastato perché i lavoratori del cantiere incrociassero le braccia e formassero dei picchetti che, nelle scorse settimane, hanno anche bloccato la viabilità nella zona. L'assessore ai Trasporti Esposito ha promesso un incontro con le parti, e la situazione è parzialmente tornata alla normalità, ma rischia di riesplodere da un momento all'altra.

In tutto questo, però, la Società Metro C e il Dipartimento per la Mobilità pensa ad altro, a come rendere esteticamente migliore la stazione, trasformandola in una specie di museo che inglobi i ritrovamenti archeologici rinvenuti durante gli scavi. Il progetto, curato dai professori Andrea Grimaldi e Filippo Lambertucci del Dipartimento architettura e progetto della “Sapienza”, prevede l'esposizione dei ritrovamenti, come richiesto dalla Soprintendenza, in un luogo "non asettico ma culturalmente stimolante", per migliorare la vita dei pendolari e dei turisti. Che migliorerebbe ancora di più se sapessero da quando potranno accedere alla nuova stazione.

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