Ignazio Marino: "Non sono indagato. Da M5S e Fratelli d'Italia esposti vergognosi"

La Procura di Roma ha avviato un'inchiesta dopo gli esposti presentati da Fratelli d'Italia e MoVimento 5 Stelle.

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“Non sono iscritto nel registro degli indagati. Sono entrato in Procura come persona informata sui fatti e ho lasciato la Procura come persona informata sui fatti, non indagata” ha dichiarato questa mattina il sindaco di Roma Ignazio Marino che ha definito “vergognosi” gli esposti di cui è oggetto da parte di Movimento 5 Stelle e Fratelli d’Italia.

Nella sala della Protomoteca in Campidoglio ha detto che “gli esposti presentati contro di me sono vergognosi, scritti da persone in malafede o ignoranti” aggiungendo che “gli scontrini riferiti alla tintoria non riguardano il lavaggio dei miei vestiti ma di quelli storici del Campidoglio”. Marino ha detto di non avere mai utilizzato denaro pubblico per fini personali, ma, anzi, di avere al contrario speso “denaro personale per fini pubblici”.

Marino e il suo legale Enzo Musco hanno ribadito la tesi difensiva esposta ieri al pm Roberto Felici e al procuratore aggiunto Francesco Caporale che stanno indagando, senza ipotesi di reato, né iscrizioni, sulle spese fatte da Marino con la carta di credito.

Ignazio Marino 4 ore in Procura: i giustificativi di spesa firmati quando era all'estero

20:53 - Il colloquio di Ignazio Marino con il Pm Roberto Felici e il procuratore aggiunto Francesco Caporale è durato circa quattro ore. Il sindaco dimissionario ha portato i documenti e ha negato di aver commesso peculato e anche che le cene contestate siano avvenute con la moglie. Il suo legale Enzo Musco ha detto:

"Il sindaco si è presentato in Procura in veste di persona informata sui fatti per spiegare che non ha commesso alcun caso di malversazione. Tutte le sottoscrizioni a suo nome in calce ai giustificativi di spesa non sono autentiche. Nella quasi totalità dei casi i giustificativi ricollegano la causale della cena alla tipologia dell'ultimo appuntamento della giornata programmato nell'agenda del sindaco. Ciò è certamente dipeso dal fatto, conosciuto solo adesso, che la ricostruzione delle causali delle cene è avvenuta a distanza di molto tempo da parte degli uffici del Comune, i quali, non ricordando la vera finalità istituzionale della cena, ne hanno evidentemente indicata una compatibile con l'ultimo appuntamento in agenda. Nella quasi totalità dei casi i giustificativi recano quale data dell'apparente sottoscrizione del sindaco lo stesso giorno dell'evento: il che è chiaramente impossibile perché implicherebbe che il sindaco, terminata la cena, sia rientrato in Campidoglio a sottoscrivere il giustificativo"

Marino ha anche fatto notare che alcuni giustificativi di spesa sono stati firmati quando in realtà lui era all'estero. Il suo legale ha poi spiegato che il sindaco non ha mai richiesto la carta di credito, ma gli è stata attribuita dagli Uffici e non ha neanche chiesto il riallineamento del plafond della carta da 10mila a 50mila euro, mentre la seconda carta attribuita al Capo del Cerimoniale è stata richiesta per facilitare i pagamenti in occasione di eventi pubblici.

Lunedì 19 ottobre 2015 - È arrivato il giorno del colloquio di Ignazio Marino con il Pm Roberto Felici, titolare del fascicolo aperto sulle spese sostenute dal primo cittadino della Capitale con la carta di credito del Comune datagli in dotazione. Il sindaco dimissionario si è presentato oggi in Procura.

Marino: "Regalo a Roma i 20mila euro spesi"


Giovedì 8 ottobre 2015

- Il sindaco Ignazio Marino, dopo la nota diffusa ieri, ha ribadito la propria posizione su Facebook, pubblicando un breve video accompagnato da una precisazione testuale:

Regalo a Roma i 20mila euro spesi con la carta di credito intestata al sindaco per rappresentanza. Sono spese fatte tutte nell'interesse di Roma, compresi quei 3.540 euro investiti nella cena con il mecenate Usmanov, arrivata alla fine di una serie di incontri che hanno portato nelle casse del Campidoglio 2 milioni di euro. Con questo gesto voglio mettere un punto alle polemiche inutili e surreali degli ultimi giorni, che non fanno bene a Roma. Ora andiamo avanti per il bene della città, pensando alle cose concrete, che davvero cambiano e migliorano la vita delle romane e dei romani.

Regalo a Roma i 20mila euro spesi con la carta di credito intestata al sindaco per rappresentanza. Sono spese fatte tutte nell'interesse di Roma, compresi quei 3.540 euro investiti nella cena con il mecenate Usmanov, arrivata alla fine di una serie di incontri che hanno portato nelle casse del Campidoglio 2 milioni di euro. Con questo gesto voglio mettere un punto alle polemiche inutili e surreali degli ultimi giorni, che non fanno bene a Roma. Ora andiamo avanti per il bene della città, pensando alle cose concrete, che davvero cambiano e migliorano la vita delle romane e dei romani.

Posted by Ignazio Marino on Wednesday, October 7, 2015

La restituzione dei soldi dovrebbe avvenire stamattina, quando il sindaco di recherà in Campidoglio munito di libretto degli assegni. Di dimissioni, insomma, non ne vuol sentir parlare, ma il PD sarebbe davvero ad un passo dal tentare la sua sostituzione. Ne scrive stamattina Il Messaggero, che dà conto di come Sel stia già preparando una mozione di sfiducia da presentare in consiglio comunale, mentre La Repubblica riferisce di una burrascosa telefonata tra il premier Matteo Renzi e Matteo Orfini: “Io te l'avevo detto che si doveva andare a votare, tu l'hai voluto salvare e adesso te lo tieni e muori con lui”.

Ignazio Marino pronto a restituire i soldi spesi con la carta di credito del Comune


Mercoledì 7 ottobre 2015

19:47 - Fonti del Campidoglio riportate dai media italiani sostengono che Ignazio Marino abbia intenzione di restituire tutti i soldi che speso con la carta di credito datagli in dotazione. Si tratta di poco meno di 20mila euro, spesi in due anni. Intanto il primo cittadino della Capitale in una nota ha scritto:

“Di che cosa si preoccupano oggi i romani? Dei rifiuti, dei trasporti pubblici o degli scontrini delle mie cene di lavoro? Ciascuno si dia la sua risposta e sono convinto che la stragrande maggioranza dei cittadini sia interessata ai problemi di Roma. Di questo mi sono occupato anche oggi. Ma non è mia abitudine eludere i problemi e sono stufo di tutte queste polemiche. In questi due anni ho speso con la carta di credito messa a mia disposizione dal Comune meno di 20.000 euro per rappresentanza, e li ho spesi nell'interesse della città”

Per quanto riguarda una delle cene “incriminate”, quella del 26 ottobre 2013, che Marino ha detto di aver offerto ai rappresentanti di Sant’Egidio, la Comunità in una nota ha ribadito che a quella cena non ha partecipato nessun responsabile e nei due anni successivi non sono mai stati offerti pranzi o cene ai responsabili della Comunità.
Due mesi dopo esatti, il 26 dicembre 2013, c’è stata un’altra cena al ristorante “Antico Girarrosto” finita sotto la lente d’ingrandimento: Marino ha detto di averla offerta ad alcuni rappresentanti della stampa per illustrare iniziative dell’amministrazione a carattere sociale previste per il periodo natalizio, ma il ristoratore lo ha smentito e ha detto che era con la famiglia (anche perché era un festivo).

Mercoledì 7 ottobre 2015 - Il primo passo che la Procura di Roma farà nell'indagine sulle spese sostenute dal sindaco Ignazio Marino è l'acquisizione di tutta la documentazione relativa all'aumento del massimale di utilizzo della carta di credito in dotazione del sindaco da 10mila a 50mila euro.

La Procura apre fascicolo sulle spese di Marino


Martedì 6 ottobre 2015

- La Procura di Roma ha aperto un fascicolo sulle spese sostenute da Ignazio Marino. L'avvio delle indagini è stato disposto dal Procuratore Capo Giuseppe Pignatone dopo gli esposti presentati dai gruppi del M5S e Fratelli d'Italia che, analizzando le spese del Sindaco, hanno ipotizzato il reato di peculato. A occuparsi della vicenda sarà il Pm Roberto Felici con il pool "reati contro la pubblica amministrazione".

La Procura dovrà accertare se realmente le spese del Sindaco sono da considerarsi un abuso e quindi se sussiste l'ipotesi di un rinvio a giudizio per peculato. Per il momento si tratta solo di un fascicolo 'atti relativi' e cioè senza ipotesi di reato o indagati. Nei due esposti di M5S e Fratelli d'Italia si contestano circa 150mila euro di spese di rappresentanza nell'ultimo anno.

(Aggiornamento di Stefano Capasso)

Marino, ancora polemiche: le spese del sindaco di Roma sono online

Domenica 4 ottobre 2015

Dopo il blitz del Movimento 5 Stelle, Ignazio Marino ha ceduto e ha finalmente pubblicato le spese effettuate con la carta di credito della tesoreria del Comune di Roma. Inizialmente la tracciabilita doveva essere presentata entro il 23 settembre, ma poi si era scelto di rimandare al 2 ottobre.

Così ieri i pentasellati Daniele Frongia, Marcello De Vito, Virginia Raggi ed Enrico Stefano hanno più volte fatto richiesta di accedere ai documenti dell'Organo di Revisione Economico-Finanziaria. E, alla fine, sono riusciti nel loro intento. A tale riguardo De Vito ha dichiarato: "Dopo giorni e giorni stamattina siamo riusciti finalmente a ottenere i tracciati delle spese effettuate dal sindaco Ignazio Marino ma solo perché abbiamo portato i carabinieri in Campidoglio".


Il Campidoglio ha precisato che nel documento mancano solo le ultime spese del discusso viaggio a Philadelphia perché non ancora protocollate.Tuttavia, dal Comune rassicurano che in tempi brevi saranno online anche quelle.

Il totale delle spese si aggira intorno ai 53 mila euro in due anni di mandato. Non vogliamo ora fare un processo al primo cittadino, anche perché le singole voci, nel caso, possono essere giustificate dall'amministrazione nella maniera che ritiene più opportuna. Ma ci sono dei particolari che destano più interrogativi di altri.

Ad esempio, scorrendo la nota si rimane perplessi dai 2500 dollari spesi a New York per l'affitto di un'auto da Nikko Limousine per 25 ore. E poi ci sono tante cene, come quella da 425 euro del 23 ottobre 2013 alla Trattoria Antico Fattore di Firenze. La cena sarebbe stata "offerta per motivi istituzionali a giornalisti di testate locali per progetti di comunicazione e pubbliche relazioni".

Infine, segnaliamo che il 19 settembre 2013, Marino dice di aver speso 1.270 euro al ristorante Manfredi di Roma per offrire un'altra cena "per motivi istituzionali", a "chirurghi di fama internazionale". Si apprende che gli ex colleghi del sindaco hanno beneficiato della cena perché partecipavano a un congresso sul "traffico di organi per trapianto” e perché sarebbero andati "in udienza privata da sua Santità, Papa Francesco”.

Per parte sua, il capogruppo della lista Marchini in Campidoglio, Alessandro Onorato, ha detto che presenterà lunedì i documenti delle spese alla Corte dei Conti. A suo avviso, c'è il "forte sospetto che molte delle spese di rappresentanza siano finalizzate ai rapporti personali del sindaco piuttosto che alla promozione della città".

Intanto, Marino dopo le polemiche con la Santa Sede per il suo viaggio a Philadelphia, ha deciso di annullare una nuova trasferta negli Stati Uniti, alla Camera di Commercio di New York. Il 6 novembre, dunque, non sarà il sindaco a recarsi in America ma una figura istituzionale, che lui stesso "nei prossimi giorni indicherà". Forse sarà l'assessore al Commercio, Marta Leonori.

E i costi del nuovo viaggio? È ancora da capire se saranno a carico del Comune, dei newyorchesi o se ci sarà un contributo della Camera di Commercio della Capitale.

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