Metro C: il Comune deciderà sul cantiere di via Ipponio

L'associazione Ipponio Verde consegna all'assessore Esposito una planimetria alternativa per l'area

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Continua la battaglia degli abitanti di via Ipponio contro il cantiere della Metro C che rischia non solo di deturpare i giardini della via, con alberi monumentali curati da tutto il quartiere, ma anche di rappresentare un problema per la salute di chi vive nell'area. Il comitato "Ipponio Verde", che da tempo si batte per avere un cantiere "sostenibile" ha infatti presentato alla segreteria dell’Assessore ai Trasporti e alla Mobilità Stefano Esposito, una planimetria alternativa per il cantiere logistico che Metro C progetta di installare nell’area di Piazzale Metronio e Via Ipponio.

I giardini di viale Ipponio, già pesantemente deturpati dai lavori in corso, nel 2010 sono stati dati in adozione dal Comune all'associazione Ipponio Verde, ma ora tutto l'impegno degli abitanti rischia di svanire perché il consorzio Metro C ha deciso di utilizzare l'area per costruire un deposito per i mezzi di lavoro (altamente inquinanti, e che sarebbero posizionati a pochi metri dalle finestre delle abitazioni), dei materiali di risulta degli scavi e delle auto dei dipendenti.

Ipponio Verde già mesi fa ha indetto una petizione contro la decisione di Metro C, che però sembrava irrevocabile. Ora si apre uno spiraglio in quanto il neo assessore Esposito sembra aver preso atto delle problematiche presentate da Ipponio Verde, "che ritiene il cantiere potenzialmente pericoloso per la salute e per la salvaguardia dei palazzi limitrofi, devastante per l'area verde e i suoi alberi monumentali e protetti, nonché, in generale, mal progettato in relazione alle effettive necessità".

Il rappresentante dell'Assessore si è detto disposto a fare da tramite con Roma Metropolitane e con il Consorzio Metro C per arrivare a una soluzione che eviti il danneggiamento dei giardini e rischi per la salute dei cittadini, senza però rallentare i lavori per la costruzione della nuova metro – peraltro già ampiamente in ritardo per altri e ben noti motivi.

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