Ostia, Libera contro il M5s: "Loro dossier sulla mafia pieno di falsità"

Don Ciotti: "Potremmo andare per le vie legali". L'associazione chiede che venga ritirato il report dei pentastellati sulla mafia e il litorale romano

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Su Ostia oramai lo scontro è apertissimo: nei giorni scorsi il M5s Roma ha annunciato che depositerà lunedì un dossier sulla criminalità organizzata presente ad Ostia dal titolo "Mafia e litorale romano: il caso Ostia".

Nemmeno il caso di annunciarlo, cosa che è spettata alla parlamentare romana Roberta Lombardi, che l'associazione antimafia Libera di Don Ciotti, che sembra venga spesso tirata per la giacchetta all'interno del dossier (che non abbiamo potuto visionare perchè verrà depositato, appunto, solo lunedì). Sul tema sono intervenute persino le alte sfere di Libera, tra cui la presidenza dell'associazione. Gabriella Stramaccioni ha invitato in via ufficiale il M5s a "ritirare entro oggi" (ieri, nda) quanto detto nel dossier a carico di Libera, minacciando azioni legali.

Cinque sarebbero i punti considerati "critici" dall'associazione antimafia, come riportati da Repubblica Roma:

1 - Non vi è nessun affidamento diretto della spiaggia Libera Spqr. Uisp e Libera hanno partecipato al bando pubblico con esito pubblicato in data 10 aprile 2014 e l'Ati con a capofila la Uisp è entrata in possesso della spiaggia solo ad aprile 2015.
2 - Da aprile a oggi sulla spiaggia sono state organizzate diverse iniziative per la promozione della cultura della legalita'.
3 - Né Libera né la Uisp sono entrate mai nella gestione della spiaggia denominata Faber Beach che è una spiaggia Libera attrezzata, posta sotto sequestro dall'amministrazione giudiziaria lo scorso anno. Libera, insieme alle associazioni Stand Up, si è impegnata gratuitamente a favorire percorsi di socializzazione e di cultura della legalità con decine di iniziative. 4 - Libera non ha mai preso contributi per l'iniziativa "Ostia Cinema Station".
5 - Libera si è costituita parte civile nei processi contro il clan Fasciani e i suoi prestanome, contro il clan Spada, con la presenza in Aula di decine di ragazzi e di associazioni del territorio di Ostia e di Roma.

I contenuti del dossier erano stati anticipati da questo articolo pubblicato sul quotidiano Il Tempo dal ditolo "I silenzi scomodi di Libera su Tassone", nel quale vengono segnalati alcuni punti critici riferiti all'affidamento di alcune zone balneari all'associazione, sulle effettive attività della stessa nel territorio ostiense, il silenzio sui maxi-appalti e sugli affidamenti delle concessioni grazie ad intermediari utilizzati dalla stessa Libera.

Sul tema è intervenuto anche lo stesso don Ciotti, annunciando che Libera si costituirà parte civile al processo di Mafia Capitale, al via il 5 novembre prossimo a Roma, e respingendo al mittente (il Movimento 5 Stelle) tutte le accuse:

"La ricerca della verità è la base della giustizia. Ben vengano allora tutte le documentazioni, analisi, testimonianze volte a dissipare le ambiguità e rischiarare le zone d'ombra. Ma a patto che siano oneste, serie, disinteressate, nè mosse dalla presunzione di avere in tasca quella verità che si dice di cercare. Se mancano queste prerogative etiche, la denuncia diventa diffamazione, calunnia. E' nostra intenzione dimostrare che proprio questo è il caso del dossier in questione, riservandoci di adire a vie legali se chi l'ha redatto non fa pubblica ammenda delle falsità dette e scritte"

La risposta dei pentastellati non si è fatta attendere, con un post sulla loro fanpage:

Comunicato StampaIl M5S smentisce in toto il contenuto di un articolo apparso ieri sul quotidiano il Tempo, dal titolo...

Posted by Movimento Cinque Stelle di Roma Municipio 10 on Venerdì 25 settembre 2015

Insomma, caso chiuso? Forse. Ma forse no.

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