Stadio della Roma, l'assessore Caudo: "Senza treni non si fa"

Molti aspetti critici sull'area del nuovo stadio: dal rischio idrogeologico alla mobilità. E la procura "blinda" il progetto

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L'assessore capitolino all'Urbanistica Giovanni Caudo, intervenendo a proposito del parere negativo di Atac sulla possibilità di realizzare una seconda diramazione della linea B che serva l'area sulla quale dovrebbe sorgere lo stadio dell'As Roma a Tor di Valle, si è espresso in maniera netta e precisa sull'edificazione del nuovo stadio: senza mezzi su rotaia lo stadio non si fa.

Il contesto è stato il primo incontro tra le autorità capitoline e la cittadinanza per discutere e spiegare il progetto.

"La delibera dice che lo stadio della Roma può aprire se il 50 per cento delle persone arriva con i mezzi pubblici cioè. Quindi se non ci sono 16 treni l'ora lo stadio non apre"

ha detto l'assessore, ponendo un punto fermo di non poco conto sull'edificazione dell'area (che nel progetto non prevede solo lo stadio ma tanto altro, tra cui una parte residenziale). Ma le problematiche attorno al nuovo stadio non sono solamente relative alla mobilità, che pure resta un nodo decisamente spinoso (al netto di un'azienda, Atac, in grave deficit finanziario). Ad esempio il rischio idrogeologico, denunciato a suo tempo da molti (tra cui Ecoblog, che oltre un anno fa poneva la questione idrogeologica) e ripreso recentemente da un'interrogazione parlamentare depositata da SEL, oltre che da due esposti presentati dai consiglieri capitolini del M5s, grazie ai quali la Procura ha aperto un fascicolo sul parere dell'Autorità di bacino sul rischio di esondazione nella zona di Tor di Valle. Il tema del rischio idrogeologico è stato così affrontato dall'assessore Caudo:

"Riguarda la messa in sicurezza del fosso di Vallerano che mette a rischio esondazione la zona di Decima. Il progetto ha assunto questa prescrizione aumentando da 2 a 5 milioni di euro le previsioni di intervento sul rischio idraulico. Il progetto prevede la messa in sicurezza del fosso di Vallerano e il consolidamento degli argini sul Tevere. Il Comune ha inserito la messa in sicurezza tra le opere finalizzate alla pubblica utilità: quindi, se non si realizza il progetto non può andare avanti".

Tant'è, sta di fatto che la Guardia di Finanza ha ricevuto dalla Procura di Roma un’ampia delega d’indagine per acquisire e supervisionare ogni parere, nota o delibera che riguarda il nuovo stadio della Roma.

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