Giubileo nei conventi-alberghi: anno santo dell'evasione?

I Radicali Roma puntano il dito sull'evasione Imu delle strutture alberghiere "religiose": breccia fiscale o anno santo dell'evasione?

Breccia fiscale o Giubileo dell'evasione? Un dilemma di non poco conto nella Città Eterna, che si prepara all'anno santo straordinario voluto da Francesco cercando di scrollarsi da dosso quell'immagine di degrado e inefficienza che nei mesi scorsi le ha garantito le prime pagine di tutto il mondo.

Oltre ad approntare doverose (non straordinarie ma necessarie) migliorie alla città e ai servizi che è in grado di offrire ai cittadini come ai pellegrini e ai turisti un tema esplosivo potrebbe tenere banco nelle prossime settimane, un tema che a dire il vero è vecchio tanto quanto lo è l'Unità d'Italia: il pagamento delle imposte sul suolo italiano da parte di enti, congregazioni, strutture etc che fanno capo al Vaticano.

La questione, della quale a intermittenza ci si occupa sin dalla sigla dei Patti Lateranensi, è stata messa all'ordine del giorno dai Radicali e dal Presidente Riccardo Magi, che a Roma è anche consigliere comunale:

"A Roma ci sono 300 strutture che sono dei veri e propri alberghi religiosi: per il Giubileo faranno il pienone. Il problema è che in base ai dati del Campidoglio il 40% di queste strutture non ha mai pagato l’Imu mentre un altro 20% lo paga irregolarmente. Per Tasi e Tari i dati sono gli stessi."

ha dichiarato ieri Magi durante le celebrazioni laiche della breccia di Porta Pia. Sul tema i Radicali Roma hanno realizzato una videoinchiesta, diffusa tramite la loro pagina Facebook:

IL GIUBILEO DELL’EVASIONE

IL GIUBILEO DELL’EVASIONEPapa Bergoglio questa mattina ha invitato gli hotel della chiesa a pagare tasse. Bene. Arriva comunque prima del Comune di Roma che da anni pubblicizza sul suo sito case per ferie di lusso che non pagano nulla. Ora partano controlli a tappeto perché a Roma è truccato anche il turismo! LA NOSTRA VIDEO INCHIESTA ASPETTANDO QUELLA DI COMUNE, GUARDIA DI FINANZA E VIGILI

Posted by Radicali Roma on Lunedì 14 settembre 2015

Sul tema era intervenuto persino il Papa il 16 settembre scorso durante un'intervista rilasciata all'emittente portoghese Radio Renascenca:

"Alcune congregazioni dicono: ora il convento è vuoto, facciamolo diventare un albergo e possiamo ospitare persone, mantenerci e guadagnare denaro. Bene, se desideri questo paga le tasse. Un collegio religioso è esente dalle imposte, ma se lavora come un hotel è giusto che paghi le imposte."

Certo, l'assist del Papa è ben poca cosa rispetto a quello che è il dibattito sull'opportunità o meno che gli enti ecclesiastici su suolo italiano paghino le tasse (come tutti i comuni mortali): nella Gaudium et Spes, la costituzione pastorale approvata nel Concilio Vaticano II da oltre 2000 vescovi oramai 50 anni orsono, la Chiesa si dichiarava pronta a rinunciare ai propri "diritti acquisiti". L'elefantiasi fiscale vaticana, negli anni, è stata ampiamente tollerata e persino giustificata dalla politica romana e nazionale e sembra che, anche questa volta, i margini di discussione siano ridottissimi: il sindaco Ignazio Marino ha infatti invocato cautela per "non scalfire gli equilibri dei Patti Lateranensi"

Le circa 280 strutture monitorate dal Comune sono controllate da 246 congregazioni religiose differenti e sono sparse in tutto il territorio della città: 93 non hanno mai versato l’Imu dovuta, 94 lo hanno sempre fatto e gli altri 59 hanno versato in maniera irregolare. Il tutto in barba alle promesse fatte innumerevoli volte in passato: prima del decreto Monti del 2012 infatti erano esenti dal pagamento delle tasse sugli immobili quelle strutture che prevedevano una zona adibita ad altre attività, come quelle di culto: in buona sostanza bastava una cappella, nella struttura alberghiera, per evitare il fisco. Di fatto spesso ci si trincera letteralmente dietro alle "attività di culto" o "attività sociali" per rendersi esentasse e far pagare tariffe da tre o quattro stelle agli avventori. Con il decreto del 2012 l’esenzione è stata prevista solo per le strutture in cui si svolgono attività con modalità "non commerciali", o che offrono servizi gratuiti o a un pezzi inferiore alla metà di quello di mercato nella zona:

"Tutte le strutture dichiarano di fare attività non commerciali, e tocca all’amministrazione accertarlo. Poi si deve contestare, discuterne di fronte a una commissione tributaria a cui presentare le prove. E invece è chi chiede l’esenzione che dovrebbe dimostrare di averne bisogno”

ha spiegato Magi al Fatto Quotidiano qualche giorno fa. Circa un anno fa, nel novembre 2014, la Corte di Giustizia del Lussemburgo, ammettendo un ricorso presentato nel 2006 proprio dai Radicali, aveva quantificato in 4 miliardi di euro il mancato gettito IMU dagli immobili ecclesiastici a partire dal 2008, denari ad oggi mai pagati. In tempi di misericordia, tema centrale del Giubileo straordinario di Francesco, sarebbe il caso di tenerne conto anche verso i creditori.

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