Oscurati manifesti abusivi omofobi, FdI: "Decisione liberticida"

Manifesti abusivi contro il DDL Cirinnà rimossi dal Comune: si infuria FdI

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Questa mattina la città di Roma si è svegliata con alcune affissioni, già viste in altre città, di manifesti che protestano, con parole anche forti, contro il ddl Cirinnà sulle unioni civili omosessuali e, più in generale, contro la presunta "teoria gender".

Molte di queste affissioni, ancora non quantificate, sono state affisse in maniera abusiva, senza chiedere l'autorizzazione del Comune, fuori dagli spazi previsti e senza pagare le imposte per la loro affissione: il Comune di Roma ha disposto immediatamente l'oscuramento e la rimozione dei manifesti abusivi.

Marta Leonori, assessore a Roma produttiva, ha spiegato che gli operatori del comune hanno provveduto immediatamente all'oscuramento ed alla rimozione dei manifesti abusivi, come previsto dal regolamento del Comune. La decisione però ha fatto storcere il naso a qualcuno, che ha visto nella solerzia del Comune una sorta di tentativo di censura verso i contenuti dei manifesti.

Di questo avviso, ad esempio, è il capogruppo di Fratelli d`Italia-Alleanza nazionale Fabio Rampelli:

"E` clamorosa la scelta con la quale Marino ha deciso di oscurare i manifesti affissi contro il ddl Cirinnà. Si tratta di una decisione liberticida che viola le libertà di opinione e di espressione sancite dalla Costituzione italiana. Tutti i manifesti abusivi devono essere rimossi, senza distinzioni sul loro contenuto. Non siamo in dittatura e iniziano a diventare troppi i segnali di oppressione culturale della sinistra, come ha dimostrato il clamoroso caso di censura da parte di un ufficio della Presidenza del Consiglio a Giorgia Meloni per le sue idee sull`immigrazione. [...] La rimozione è un fatto amministrativo e non politico, ma quella di oggi, così solerte, dimostra invece che Marino vuole colpire solo i manifesti di cui non condivide il contenuto, trasformando il governo di Roma in un`odiosa dittatura dove viene colpita ogni forma di dissenso. Il sindaco sta violando l`articolo 21 della costituzione, il Prefetto intervenga e lo sanzioni."

La questione manifesti abusivi a Roma non è di poco conto e, certamente, di non poca importanza: quello di affiggere manifesti abusivi è un malcostume diffuso (a destra come a sinistra) che ricade completamente sulle spalle dei cittadini, che oltre al degrado e al pessimo esempio si trovano a dover pagare le procedure di rimozione e monitoraggio. Procedure che hanno un costo, che il Comune tenta sempre di recuperare tramite le multe che storicamente vengono in ultima istanza sanate con un bel "nulla di fatto": i partiti, fino ad oggi, non hanno mai pagato alcuna sanzione, nonostante le evidenti illegalità.

Della questione manifesti abusivi 06blog se ne occupa da tempo: sia a destra che a sinistra si è fatto ampio e larghissimo uso (nonchè impunito) dei manifesti abusivi e stupisce come Rampelli possa anche solo paventare una censura in virtù di un reato (amministrativo) che è a monte del problema.

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