Pd Roma: Rinviata chiusura dei circoli. Orfini: "Il Congresso? Forse si farà"

orfini.png

I problemi da risolvere per il Pd romano non sono pochi dopo lo scandalo di Mafia Capitale. Il Commissario straordinario Matteo Orfini sa che non si può rimandare a lungo una decisione sui "circoli cattivi", emersi nella relazione di Fabrizio Barca del giugno scorso. Ma allo stesso tempo non se la sente di annunciare grandi rivoluzioni nell'immediato. Così tutto è rimandato alla data del 27 settembre prossimo.

L'idea di Orfini è quella di discutere a fine mese non solo sui 27 circoli (su 108) ritenuti dannosi, ma anche sul futuro Congresso, che dovrebbe far uscire il partito dalla fase commissariale.

Intervenendo alla Festa dell’Unità del Circolo Pd Portuense, l'esponente democratico ha prcisato: "Il 27 settembre organizzeremo un seminario per far partire la riforma del partito [...] Vorrei organizzare una Giornata seminariale in cui procedere definitivamente alle scelte da compiere dopo la relazione di Barca per la ridefinizione della mappa dell’insediamento del partito nella città". Eppure, aggiungiamo noi, la chiusura delle sedi considerate poco limpide doveva scattare entro la fine di agosto.

Ricordiamo che secondo la relazione Barca i circoli "incriminati" sono: Aurelio Cavalleggeri, Borghesiana Finocchio, Casal Bruciato - San Romano, Casalbertone, Casalotti, Centocelle Vecchia, Cinecittà (via Flavio Stilicone), Corviale, Eur, Fidene Serpentara, Grotta Perfetta, Grottarossa, Nuova Gordiani. E poi ancora Ostia centro, Ponte Mammolo, San Giorgio, Testaccio, Torbellamonaca, Tor di Nona, Torraccia, Torre Maura, Torrino, Trullo, Via Crema all'Appio Tuscolano, Vigne Nuove, Villaggio Breda e XX Settembre.

Anche sulla questione Congresso non pare esserci una linea molto chiara. Ha detto a tale riguardo Orfini: "Il congresso? Se tutto va bene lo facciamo presto, se non va tutto bene non lo facciamo". Questa affermazione lascia alquanto stupiti: la prima forza politica della Capitale, infatti, non sembra ancora decisa ad avvalersi di un processo di deliberazione democratica. Potrebbero dunque arrivare nuove disposizioni "dall'alto", che non corrispondono ad un sano modello decisionale per quello che di fatto è l'unico partito di governo a Roma.

Ha aggiunto, infine, il Presidente del Pd: "abbiamo bisogno di un partito aperto e accogliente. È una sfida complicata nella quale dobbiamo dimostrare di avere capito quello che che è successo, che servono forze nuove offrendo una risposta e in questo processo costruire un protagonismo del Pd nella città". Sfida non semplice quella annunciata da Orfini, visto che la relazione Barca fa emergere che il il 38% degli iscritti al Pd non frequenta mai il circolo.

Inoltre, da non sottovalutare non è nemmeno la crisi del numero degli iscritti. Come rileva Il Messaggero, dal 2013 ad oggi sono andate "perse" 12mila tessere. Erano circa 15mila quelle emesse due anni fa, poi poco più della metà quelle sottoscritte un anno dopo. Dopo gli scandali dell'ultimo periodo, poi, si è scesi a quoto 3 mila: circa una trentina di tessere per circolo. Dati allarmanti questi, sintomatici di un partito che sta deperendo.

  • shares
  • Mail