Ignazio Marino ai Caraibi mentre a Roma infuria la polemica

Non è la prima volta che il sindaco è all'estero (e non rientra) mentre in città c'è il caos.

Ignazio Marino ai Caraibi a Roma polemiche

Quando il sindaco non c'è succede sempre qualcosa di grave in città che tuttavia non convince il primo cittadino a tornare in patria, almeno per far vedere che c'è e che si sta interessando della questione.

La stampa romana oggi non può fare a meno di parlare del fatto che mentre in città infuria ancora la polemica per i funerali show di Vittorio Casamonica, con conseguente caos in prefettura e una situazione ancora di forte instabilità, Ignazio Marino è ancora in vacanza, ai Caraibi, dove pare stia scrivendo un libro sui suoi primi due anni da sindaco di Roma. E pare anche che per ora non abbia intenzione di tornare: anche se giovedì è il giorno in cui il Consiglio dei Ministri discuterà di Mafia Capitale, esaminane la relazione del prefetto Franco Gabrielli e di fatto analizzerà anche l'operato dello stesso sindaco, lui non dovrebbe tornare prima del 1° settembre.

In questi giorni Marino è stato prima in Texas e poi ai Caraibi, con la famiglia. Il problema è che ogni volta che si allontana da Roma succede qualcosa, qualche fatto che occupa le prime pagine dei quotidiani per giorni e giorni. Qualche esempio? Nel novembre 2014, quando la Capitale era in allerta meteo, il sindaco è andato a Milano all'assemblea dell'Anci e subito dopo è andato a Londra, mentre in Città scoppiava il caso della rivolta di Tor Sapienza: era un lunedì, Marino è tornato il venerdì e quando è andato tra i cittadini è stato ricoperto di insulti. Quello stesso mese, quando la polemica ha riguardato lui in prima persona e la sua Panda, era a Parigi e in quel caso è dovuto rientrare perché rischiava di essere sfiduciato.

Ancora, un mese dopo, dicembre 2014, quando è esploso il caso dei vigili urbani tutti bizzarramente in ferie o malati durante le vacanze natalizie, il sindaco era negli Stati Uniti, dove ha pure rimediato un infortunio a una gamba e si è collegato in videoconferenza per minacciare di far cadere delle teste.

Lo scorso maggio, mentre era a Philadelphia per una laurea honoris causa, Roma è stata paralizzata da un nubifragio e poi è scoppiato un altro caso: quello dei tre rom che hanno investito sette persone a Primavalle.

Il deputato del Pd Michele Anzaldi ha fatto notare che Marino si è già allontanato da Roma quindici volte per viaggi che poi, anche quando erano presentati come istituzionali, alla Città in realtà non hanno portato nulla di buono: nel 2013 è stato a Washington e a New York dicendo di cercare finanziamenti per Roma, ma non è mai arrivato nulla, poi è andato di nuovo negli Stati Uniti per incontrare James Pallotta, il Presidente della Roma, e parlare del nuovo stadio, ma Pallotta è spessissimo nella Capitale e quel viaggio si poteva anche evitare. È stato anche a San Francisco per cercare finanziamenti per i beni culturali di Roma, ma non è arrivato nulla neanche da lì. Insomma, Marino considera gli Stati Uniti la sua seconda patria e ci va spessissimo con o senza scuse istituzionali, ma qualcuno (il sottosegretario Angelo Rughetti) ormai gli fa notare che, per evitare i guai che puntualmente avvengono quando è fuori città, con conseguenti mega-polemiche, farebbe meglio ad andare in vacanza a Ostia

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