Funerale Casamonica, la Procura di Roma apre un'inchiesta

Il movimento politico Lega Italica ha presentato un esposto in Procura.

Martedì 25 agosto 2015 - La Procura di Roma ha aperto un'indagine sui funerali show di Vittorio Casamonica sulla base di un esposto presentato dal movimento politico Lega Italiaco con il quale vengono chiamate in causa autorità politiche e istituzionali per la mancata adozione di iniziative che bloccassero la sfarzosa cerimonia funebre.

Il Prefetto Gabrielli: "Vicenda gravissima"


Lunedì 24 agosto 2015

- Il prefetto Franco Gabrielli, dopo il comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica che si è occupato dei funerali di Casamonica, ammette:

Le informazioni c'erano, seppure in maniera indiretta le informazioni c'erano. Ma come ho scritto nell'informativa al ministro, non hanno raggiunto i vertici delle strutture che avrebbero potuto assumere decisioni

Gabrielli ha sottolineato che si è trattato

di una vicenda gravissima, che ha dato l'impressione di una città non controllata in cui certi soggetti hanno potuto fare ciò che volevano, ma lo sforzo delle forze polizia non è stato vano in questi anni

Sugli errori da sanzionare, però, il Prefetto nega che intraprenderà azioni unilaterali:

Non ho mai detto che sarebbero rotolate teste. Se necessario le teste sarà il ministro a farle rotolare [...] Non ci sono rilievi che possa muovere ai vertici delle forze di polizia per quanto accaduto prima. Chiederò di verificare se ci saranno provvedimenti di carattere disciplinare se ci sono state delle mancanze

Oggi si è discusso, come annunciato domenica, anche di nuove procedure da adottare affinché non si ripetano casi come quello del discusso funerale. Gabrielli ha detto:

"Ho proposto un nuovo modello di alimentazione delle informazioni all'autorità di pubblica sicurezza. Nelle prossime ore ci sarà una direttiva specifica"

E ha puntualizzato che per implementare l'operatività

"verrà creato un gruppo di raccordo permanente, a cui parteciperanno prefettura, questura, carabinieri, polizia e vigili Per definire un ranking delle informazioni, delle notizie che servono, con una griglia che dovrà essere aggiornata ogni volta"

Funerale Casamonica, pronta la relazione del Prefetto: "Lunedì verranno prese importanti decisioni"


Sabato 22 agosto 2015

14:50 - Il prefetto di Roma Franco Gabrielli ha annunciato di aver terminato la relazione sui funerali di Vittorio Casamonica e di essere in procinto di consegnarla, nel corso della giornata odierna, al ministro degli Interni Angelino Alfano.

Non solo, l’ex capo della Protezione Civile ha anticipato che lunedì verranno prese importanti decisioni:

La prossima settimana faremo un comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica appositamente dedicato alla vicenda. La relazione servirà al ministro per prendere le decisioni a livello del ministero e il comitato per prendere le decisioni a livello della prefettura.

Funerale Casamonica, i Carabinieri: "Sono state rispettate le procedure come da prassi"

14:33 - A intervenire nel tentativo di mettere un freno alle polemiche - o comunque di indirizzarle altrove, è stato oggi il legale Mario Giraldi, da anni avvocato per la famiglia Casamonica, che ha sottolineato come tutto sia stato fatto seguendo le procedure ufficiali:

Il giorno della morte di Vittorio Casamonica ho presentato istanza alla Corte d’appello di Roma per ottenere che il figlio agli arresti domiciliari potesse partecipare ai funerali. Lo stesso giorno le forze dell’ordine hanno effettuato il sopralluogo nella casa.

L’avvocato ha così confermato non soltanto che le autorità erano a conoscenza del decesso di Vittorio Casamonica, ma anche del giorno e dell’orario della cerimonia funebre. E oggi, lo scrive ANSA citando “fonti qualificate dei carabinieri”, anche le forze dell’ordine hanno precisato che la partecipazione alla cerimonia dei parenti di Casamonica ai domiciliari ha seguito le regolari procedure:

Sono state rispettate le procedure come da prassi e sono stati avvisati tutti gli uffici competenti.

Sabato 22 agosto 2015 - Non si placano ancora le polemiche che hanno seguito la sfarzosa cerimonia funebre del boss Vittorio Casamonica e col passare delle ore emergono nuovi particolari che confermano come le autorità fosse ben consapevoli di cosa sarebbe accaduto.

Oggi il Corriere Della Sera dà conto di due diversi permessi a parenti di Casamonica ai domiciliari, concessioni temporali che hanno permesso loro di prendere parte alla cerimonia. Il primo è quello per il figlio del boss, Antonio Casamonica, autorizzato dal presidente della prima sezione della Corte d’Appello Giorgio, Maria Rossi, dopo un’istanza presentata dai legali dell’uomo.

Quel permesso è datato 19 agosto, il giorno prima delle esequie. Il secondo permesso è invece per Consilio e Loreta Casamonica, nipoti del boss, anche loro agli arresti domiciliari. Il loro permesso, firmato dallo stesso Rossi, arriva un’ora prima della cerimonia.

Intanto i familiari del defunto boss continuano a far sentire con insistenza la propria voce. Sono i nipoti Guerino e Giorgio Casamonica a sfogarsi via Repubblica e attaccare direttamente la stampa e il modo in cui sta dando conto della vicenda:

Per noi era come un Papa, era il capo della famiglia e ora siamo senza guida. Con quegli articoli i giornali hanno rovinato il nostro futuro. Noi onoriamo sempre così un defunto, avete scritto senza conoscere settant'anni di storia. […] Il nostro lutto durerà un anno. Tv spenta, niente musica. Ci faremo crescere la barba e mangeremo solo pesce.

E, ancora:

Era il nostro Re. Di noi, degli zingari della nostra famiglia. Ci ha mostrato come vivere. Ha cominciato a vendere motorini a 13 anni e a 17, senza patente, aveva già una Ferrari. Il resto sono bugie: mai arrestato per droga. E non era un boss, come noi non siamo un clan. I clan ammazzano e sequestrano. Ti pago se trovi un Casamonica omicida. Non si fa di tutta l'erba un fascio.

Funerale Casamonica, il nipote Luciano: "Non siamo mafiosi"


Venerdì 21 agosto 2015

18:42 - Il parroco Giancarlo Manieri ha pubblicato un post sul blog della Parrocchia Don Bosco nel quale chiarisce la sua posizione in merito ai tanto polemizzati funerali del "boss" Casamonica di ieri pomeriggio a Roma.

"Credo di aver fatto solo il mio dovere. Sono un prete, non un poliziotto e nemmeno un giudice. Se una persona viene da me chiedendo di confessarsi, lo confesso; se un’altra si accosta alla comunione gli porgo l’ostia, non gli chiedo la fedina penale, se un signore mi chiede di celebrare il funerale di un suo congiunto lo celebro; non è scritto da nessuna parte che debba indagare chi è, tanto più che l’addetto di sagrestia, compilando il foglio per il funerale, sotto dettatura della persona venuta a prenotarlo, alla voce “notizie che si desidera tenere presenti nella celebrazione eucaristica” ha scritto: “ praticante cattolico”."

spiega don Manieri, che respinge implicitamente le accuse di aver preso chissà quali mazzette per i funerali sostenendo che l'offerta della famiglia per la funzione è stata di "50 euro":

"Quando sono arrivati con circa tre quarti d’ora di ritardo sull’orario, [e solo allora ho saputo della carrozza con relativo contorno e anche dell’identità del defunto], sono entrati in chiesa. Un po’ di confusione c’è stata, come sempre, ma esortati a prendere posto (erano circa quattro o cinquecento persone) hanno immediatamente obbedito, in perfetto ordine e silenzio.
Hanno seguito la cerimonia, alcuni si sono confessati, molti hanno fatto la comunione e molti hanno risposto alle preghiere della messa, ben più numerosi di altri in altre consimili occasioni."

spiega il parroco che conclude:

"mi hanno rimproverato di non aver bloccato il funerale a un boss che ne ha combinate più che Bertoldo. Ma se era così fuori norma, perché mai era a piede libero? Hanno aspettato la sua morte sperando che lo… “arrestasse” il parroco? Mio dovere è distribuire misericordia, m’insegna Papa Francesco. Ed è quello faccio."

Sull'accostamento tra il funerale (mancato) di Piergiorgio Welby e quello (celebrato) di Vittorio Casamonica il parroco di don Bosco spiega che all'epoca l'ordine di rifiutare la funzione provenì dal vicario del Papa (all'epoca l'arcivescovo Ruini) e non da una scelta del prete del tempo e che comunque la chiesa, durante il funerale laico celebrato grazie alla mobilitazione dei Radicali proprio di fronte la parrocchia, era rimasta aperta.

Ciro Cesarano, uno dei titolari dell'agenzia di onoranze funebri di Calvizzano, in provincia di Napoli, alla quale sono state affidate le esequie, ha precisato oggi pomeriggio (il lancio è Ansa) che la carrozza utilizzata per il funerale è la stessa che fu adoperata per le esequie di Antonio De Curtis, Totò.

Ma sul tema è intervenuto anche un personaggio della famiglia Casamonica: si chiama Luciano ed è uno dei nipoti del defunto "boss". Rivolgendosi direttamente al ministro dell'Interno Angelino Alfano Luciano Casamonica spiega che la sua famiglia "non è mafiosa" o almeno non lo è se sfoggia auto di lusso e una fede incrollabile nella religione cattolica:

"Se io faccio un matrimonio e prendo la Rolls Royce non è che c'è la mafia. Noi Casamonica abbiamo sempre fatto le feste alla grande, da quando siamo qui a Roma. Signor Alfano non siamo mafiosi, non siamo persone cattive [...] Quando se ne va qualcuno soltanto Dio giudica, non la politica [...] Mafia? È tutta un'altra cosa Vittorio era una bravissima persona. Noi sapevamo che doveva morire e abbiamo fatto di tutto per accontentarlo: gli piacevano tanto le feste non volevamo fare una cosa di pianto. È usanza, sono anni che quando muore uno dei nostri vecchi si usano le carrozze e i cavalli. [...] Vittorio Casamonica Re di Roma? Nel gergo nostro, nella nostra cultura significa che per noi è un re, il nostro re di Roma".

ha detto ai giornalisti il nipote del defunto Casamonica.

15:01 - Mentre infuria sempre più la polemica sui funerali sfarzosi al boss (ridimensionato come tale da una fonte dell'anfimafia citata in forma anonima da Dagospia) si apprende che è stata sospesa la licenza all'elicotterista, che sarebbe anche indagato. Il pilota è un ex dipendente Alitalia: la polizia amministrativa gli ha notificato la denuncia in mattinata all'Aeroporto dell'Urbe, mentre il volo di ieri è decollato da un eliporto nella zona di Ponte Galeria.

Secondo quanto riferisce Repubblica infatti il fermo nasce dalla mancata comunicazione del piano di volo, fatto reso ancor più grave dal lancio dei petali per il quale, così come per i volantini in area urbana, è necessaria un'autorizzazione che non era stata richiesta. A comunicare la notizia è stata l'Enac. Nonostante però sembra che l'elicottero sia decollato da Ponte Galeria (cosa riferita sempre da Repubblica), l'Ente Nazionale di Aviazione Civile spiega in un comunicato che il volo è decollato da Terzigno, Napoli:

"Da una prima ricostruzione dei fatti il volo è stato effettuato da un privato che è decollato dall'elisuperficie di Terzigno, in provincia di Napoli, con destinazione l'elisuperficie Romanina, utilizzando un elicottero monomotore R22. In arrivo su Roma ha chiesto alla torre controllo l'autorizzazione all'attraversamento dello spazio aereo controllato, effettuando successivamente una deviazione su Roma a quota inferiore alla minima che, sulla città, non può essere meno di 1.000 piedi, ovvero circa 330 metri. Il sorvolo della città di Roma è comunque vietato agli elicotteri monomotore. Il lancio di materiale da bordo, peraltro, è proibito a meno di specifica autorizzazione che l'esercente non aveva. Si evidenzia, pertanto, che non è stata data alcuna autorizzazione, da parte dell'Enac, al volo o al sorvolo della città di Roma"

Il parroco della chiesa in cui si sono svolti i funerali, don GIancarlo Manieri, al centro delle polemiche, si difende come può:

"Rifarei il funerale di Vittorio Casamonica? Probabilmente sì, faccio il mio mestiere [...] Io qui ho fatto il prete, non spettava a me bloccare un funerale. La chiesa può dire no a un funerale? Ecco, questo è un problema. Le scomuniche del Papa ai mafiosi? Bisogna chiederlo in alto, non a me."

ha risposto il parroco ad alcune domande di SkyTg.

Venerdì 21 agosto 2015, ore 09:33 - Continuano senza sosta le polemiche cittadine attorno al faraonico funerale di Vittorio Casamonica, uno dei reggenti della famiglia criminale romana di origine sinti. Il parroco della chiesa di San Giovanni Bosco nel quartiere Tuscolano, periferia sud est della Capitale e feudo dei Casamonica, don Giancarlo Manieri cerca così di difendere la scelta di celebrare il funerale:

"I manifesti li ho intravisti alla fine e poco dopo, quando il feretro ha lasciato il piazzale, li hanno staccati [...] Sembravano cattolici di antica data, sapevo che si trattava di un componente della famiglia Casamonica ma non che fosse il capo del clan. Me ne avevano parlato inoltre come di un cattolico praticante"

ha spiegato il sacerdote al Fatto Quotidiano. Nessuno ricorda che in quella stessa chiesa, oltre al già citato mancato funerale di Piergiorgio Welby, negato dalla curia romana e non dal parroco di allora (un fatto ben più grave), si celebrarono negli anni '90 i funerali di Renato De Pedis detto Renatino, boss della Banda della Magliana poi sepolto nella basilica di Sant'Apollinare.

Dei funerali di Casamonica anche il prefetto Gabrielli dice di non saperne nulla, come nulla ne sapevano sindaco e curia.

Funerali da re per Vittorio Casamonica


GIvoedì 20 agosto 2015

- Immagini che lasciano senza parole: il funerale del boss Vittorio Casamonica sono sontuosi come quelli di un re tra la carrozza nera e dorata trainata da sei cavalli, una Rolls Royce, petali di rose lasciati cadere da un elicottero, locandine appese ovunque e la banda che suona arie prese dalla colonna sonora del celebre film sulla mafia Il Padrino (e nel finale c'è anche Odissea nello Spazio). C'era addirittura un manifesto con la scritta "Hai conquistato Roma ora conquisterai il Paradiso" firmato dai nipoti, con una foto del boss che domina la Capitale. E in altro Vittorio Casamonica "Re di Roma" viene posto al di sopra del Colosseo e del Cupolone con una croce sulla cravatta.

E al di là del problema delle autorizzazioni del caso che sarebbero state necessarie per un funerale in così grande stile, c'è anche la questione che riguarda la Curia romana: perché concedere a Casamonica il funerale da cattolico se il Papa stesso ha ordinato di scomunicare i mafiosi?

Tra l'altro, a rendere tutto ancora più squallido, c'è una coincidenza: il piazzale dove oggi Casamonica è stato salutato da tantissima gente e dal quale è poi è entrato in chiesa è lo stesso in cui si celebrarono i funerali di Piergiorgio Welby, solo che per quest'ultimo, dopo tanta sofferenza, le esequie furono solo laiche perché non ebbe il permesso per quelle cattoliche in quanto considerato un suicida.

Il vicariato di Roma, per giustificare il parroco della chiesa di San Giovanni Bosco, don Giancarlo Manieri, che ha celebrato oggi il funerale di Vittorio Casamoica, ha detto che il sacerdote ha accettato "in nome della misericordia di Dio, chiedendo la massima discrezione e così è avvenuto nella chiesa. La discrezione. Nella chiesa appunto, perché fuori è successo di tutto e di certo il corteo funebre di Casamonica non è passato inosservato. Il vicariato ha però detto che il parroco non si è accorto di quello che è successo sul piazzale e ha anche aggiunto che forse sarebbe dovuto toccare ad altre istituzioni intervenire in quel momento.

Il problema in ogni caso sta a monte, perché il sacerdote non avrebbe proprio dovuto accettare di celebrare il funerale in rispetto a quanto detto da Papa Bergoglio.

La questione ora sta diventando anche politica, perché SEL (Sinistra Ecologia e Libertà) ha commentato la vicenda tramite il capogruppo alla Camera Arturo Scotto e la deputata Celeste Costantino che l'hanno definita "incredibile" e ora vogliono una presa di distanza netta da parte della chiesa, ma sono anche pronti a presentare una interrogazione parlamentare al ministro dell'Interno.

Intanto il Prefetto di Roma Franco Gabrielli ha commentato:

"Di questa vicenda la Prefettura non aveva alcuna contezza. Ne chiederemo conto, per cercare di capire, al di là dei clamori, eventuali responsabilità. Senza dubbio c'è stato un difetto di comunicazione, e questo lo dico senza voler fare processi, né mettere nessuno sul banco degli imputati. Dunque è opportuno capire i termini precisi di quanto avvenuto, senza sottovalutare, ma senza nemmeno farci trascinare dal clamore. Aspetto che gli uffici mi riferiscano e poi decideremo"

Funerale boss Vittorio Casamonica a Roma da Re

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