Renzi, visita a sorpresa alla Festa dell'Unità e lettera al Messaggero: "Marino dia un segnale"

Renzi anticipa di un giorno la visita alla Festa del Pd, eviterà stasera il discorso ai cittadini? La lettera al Messaggero

Matteo Renzi continua a mettere pressione ad Ignazio Marino: il presidente del consiglio - atteso questa sera alla Festa dell'Unità di Roma - ha preso tutti di sorpresa presentandosi già ieri sera tra gli stand di Parco delle Valli, a Montesacro. Il premier si è limitato a scambiare poche battute coi cittadini evitando di esporsi sul caso Roma: una sorta di passerella mediatica, con una fotografatissima partita a biliardino in squadra con Luca Lotti contro Matteo Orfini e Luciano Nobili.

Indiscrezioni dicono che questa sera invece Renzi non ci sarà: pare che il primo ministro non voglia metterci la faccia e parlare ai cittadini romani di una situazione della quale vuole mostrarsi come un elemento esterno.

Renzi affida questa mattina i contenuti politici ad una lettera al quotidiano Il Messaggero, in cui sostanzialmente ripete la propria posizione sulla giunta Marino (che oggi avrà l'atteso rimpasto): Roma non merita questo degrado, Marino avrà l'appoggio del Pd se lui sarà all'altezza della sfida.

Ecco alcuni passaggi della lettera di Renzi al Messaggero (grassetti nostri).

Ho fatto il Sindaco per cinque anni [...] nessuno – né il tuo partito, né il tuo governo – può sostituirsi a te nel rapporto con il tuo popolo. Questo è il bello dell'elezione diretta: hanno scelto te, non puoi far governare un altro.

Il PD capitolino, ben guidato in questa fase di commissariamento da Matteo Orfini, ha un obiettivo unico e semplice: dare una mano a Roma. Non ci interessa puntellare una Giunta, fare un rimpasto, scambiare poltrone: ci sta a cuore Roma, la sua bellezza, il suo futuro che può essere affascinante e ricco di stimoli. Ma che al momento sembra così lontano, stropicciato da polemiche senza fine. In queste ore Roma occupa le pagine dei media internazionali per l'incuria, la metropolitana in tilt, le foto del New York Times, la rabbia della sua gente.

La capitale d'Italia non si merita questo. Prendersi cura delle piccole grandi cose di ogni giorno, ricostruire luoghi di decoro e di speranza, accudire i luoghi del bello: si può fare.

A condizione di volerlo. E di essere all'altezza di una sfida da vertigini. Molto dipende da chi ha avuto il grande onore di rappresentare la Capitale nel mondo. Ignazio Marino sa che il Partito Democratico sta facendo tutti gli sforzi per dargli una mano. E sa che il Governo è pronto a continuare a collaborare con dedizione e tenacia. Adesso tocca a lui, alla sua squadra cui il PD non farà mancare la forza delle proprie donne e dei propri uomini. Tocca a lui però presentare progetti credibili e concreti dalla visione strategica fino alle buche per le strade o alla pulizia dei tombini quando piove.

Tocca al Sindaco, adesso, nessuno può sostituirsi. Se ne sarà capace, avrà il nostro appoggio.

Noi ci siamo. Siamo pronti sul Giubileo, siamo pronti sulle Olimpiadi, siamo pronti sulle infrastrutture, siamo pronti sulle periferie, siamo pronti sulle aziende partecipate. Purché dal Comune arrivino proposte, non polemiche a distanza. Siamo disponibili a verificare i progetti che la città vorrà proporci, siamo pronti a studiare tutte le soluzioni praticabili per rilanciare Roma, vetrina e biglietto da visita per il Paese. Ma il Sindaco dia un segnale!

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