Marino pronto alla "fase 2": al via la super giunta

Marino e Orfini al lavoro per presentare la nuova giunta e avviare una nuova fase

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Alla fine il sindaco Marino si è dovuto arrendere e, a quanto riportato dalle ricostruzioni dei giornali, ha accettato l'idea del commissario Pd Matteo Orfini di un mega rimpasto della giunta, per dare l'idea di avviare una "fase 2" che abbia l'obiettivo di rimettere in sesto almeno in parte il consenso – mai così basso – di Marino ma anche del Pd romano.

Uno dei motivi per cui Renzi e il suo partito hanno deciso di non perseguire più l'idea di defenestrare il sindaco è proprio da ricercarsi nel fatto che i sondaggi dicono che, in caso di ritorno al voto immediato, molto difficilmente il Pd potrebbe aspirare a rimanere alla guida del Campidoglio. Meglio allora cercare di recuperare il recuperabile, e per farlo convincere Marino a cambiare assessori, staff e dirigenti comunali. "Fase 2" dal punto di vista di Marino, "commissariamento soft" dal punto di vista del partito.

Per l'avvio della nuova giunta, o meglio "super giunta", si attende solo il responso del Viminale dopo la lettura della relazione del prefetto Gabrielli sulle infiltrazioni mafiose nel Comune. La relazione non chiede lo scioglimento del Comune, ed è improbabile che Alfano decida di proporlo al Consiglio dei ministri, ma per cortesia istituzionale è consigliabile attendere il responso. Dopodiché in 48 ore il Pd vuole avere pronta la nuova giunta.

Il primo a farne le spese sarà l'attuale vicesindaco Luigi Nieri di Sel: la prima testa chiesta da Orfini è proprio la sua, e al posto di Nieri dovrebbe arrivare un esponente Pd di provata fede renziana e con un profilo "nazionale". Il nome più quotato è quello di Fabio Melilli, segretario Pd del Lazio. Se dovesse accettare di fare il vicesindaco dovrebbe lasciare la carica regionale ma non quella di deputato. Al suo posto come segretario regionale andrebbe la renziana Lorenza Bonaccorsi, riequilibrando così le cariche del partito tra renziani e orfiniani.

Secondo il piano che Orfini avrebbe presentato a Marino dovrebbero andare a casa praticamente tutti gli attuali assessori. L'unica eccezione potrebbe essere Marta Leonori, ma solo perché nel 2013 venne costretta a dimettersi da deputato per diventare assessore alle Attività Produttive. È partito già il pressing sui vari assessori per accettare senza discussioni il turn over. Il delicato posto di Assessore ai trasporti, dopo le dimissioni di Improta, dovrebbe andare a Michele Meta, presidente della Commissione Trasporti alla Camera.

Anche gli altri assessori dovrebbero avere profili istituzionali nazionali, e per loro il Pd ha predisposto una deroga che permetta di non dimettersi da deputati, vista la delicatezza della situazione.

Resta da risolvere il nodo di Sel. Per via del licenziamento di Nieri, ma anche dei rapporti molto freddi con il Pd, il partito di Vendola ha intenzione di non entrare nella nuova giunta e di dare solo l'appoggio esterno a Marino. Una decisione che di certo non rafforzerebbe la nuova giunta, super o no che sia.

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