Roma, bimbo morto alla metro Furio Camillo: la ricostruzione dei fatti e le testimonianze

Ecco le prime testimonianze su quanto accaduto alla metro Furio Camillo il 9 luglio 2015

10.30 - Tre persone sono state denunciate per concorso in omicidio colposo: si tratta di un addetto Atac e di due vigilantes dell'Italpol. Sarebbero state queste tre persone a essere presenti durante il tentativo fallito di trasbordo.

10 luglio, 9.25 - Repubblica Roma riporta oggi le parole pronunciate dalla madre del bimbo che ha perso la vita ieri pomeriggio alla stazione metro Furio Camillo: "Me lo sono visto scivolare e morire mentre gridava e cadeva nel vuoto".

Pare ormai chiara la dinamica dell'accaduto: prima il blocco di uno degli ascensori della stazione (non quello che arriva sulla strada, ma uno di quelli che collega la banchina al mezzanino), poi la decisione di uno degli addetti Atac di affiancare un altro ascensore per tentare il trasbordo e la caduta del piccolo nello spazio di oltre un metro tra i due elevatori.

Ecco, sempre da Repubblica Roma, il racconto di una persona che lavora in quella stazione.

L'ascensore era fermo da circa venti minuti, e dopo aver chiamato la società Kone che si occupa della manutenzione e che da contratto devono garantire l'intervento entro 30 minuti dalla chiamata, abbiamo pensato di intervenire per far uscire le persone che erano all'interno del montacarichi che con il caldo rischiavano di sentirsi male. È una procedura non difficile ma deve esserci stato un falso contatto sulle porte che si è verificato quando le abbiamo aperte manualmente. È successo tutto all'improvviso quel bambino è scivolato in una frazione di secondo. La madre ha provato a reggerlo ma senza riuscirci. La tragedia è avvenuta in un attimo, avevamo altre volte utilizzato quel sistema per far uscire i passeggeri che rimanevano intrappolati. Lo abbiamo fatto anche con più persone.

19.26 - Il nome della madre è Francesca Giudici, 43 anni. Quando l'ascensore si è bloccato, un addetto alla sicurezza ha provato una procedura di emergenza, cercando di allineare l'ascensore a un secondo in modo da poter trasbordare i passeggeri da uno all'altro. Le porte si sono però aperte all'improvviso, tra i due elevatori c'era uno spazio di oltre un metro all'interno della quale il bimbo è precipitato.

18.40 - La ricostruzione definitiva dovrebbe essere la seguente: la mamma e il piccolo erano rimasti bloccati in ascensore. Per consentire loro uscire è stato allineato un secondo ascensore accanto a quello bloccato. Nel momento in cui si è proceduti al passaggio da uno all'altro, non c'è stato nessun problema per la donna, mentre il piccolo è precipitato nel vuoto, forse dopo essersi divincolato dalle braccia di un operatore che lo stava aiutando.

18.28 - La dinamica che ha portato alla morte del bimbo sembra essere quella relativa al trasbordo: il piccolo si trovava sull'ascensore con la madre, e forse assieme ad altre persone. L'ascensore però si blocca e gli addetti cercano di allineare un secondo ascensore per trasbordare i passeggeri. A questo punto non si capisce bene cos'è successo: o le porte dell'ascensore si sono aperte senza che il secondo si fosse allineato correttamente; oppure gli operatori hanno tentato un trasbordo da un ascensore all'altro con uno spazio vuoto da superare. Si attendono conferme.

18.23 - Secondo l'assessore alla Mobilità, Guido Improta "c'e' stato un errore dell'agente della stazione che ha posto in essere una procedura che non doveva, forse perchè c'erano condizioni di difficoltà e alla fine c'è stata la tragedia. L'ascensore bloccato è stato affiancato da un altro ascensore e si è cercato di fare un trasbordo delle persone attraverso una botola. Una procedura non codificata".

18.20 - Stando a una seconda versione, il bimbo si sarebbe trovato all'interno di un ascensore bloccato. Gli addetti della metro stavano operando un trasbordo in un secondo ascensore che si era affiancato e un operatore stava aiutando il bimbo nell'operazione. Non ci sono però ancora conferme su quale delle due versioni sia quella corretta.

17.59 - La tragedia è stata probabilmente causata da un errore umano: erano in corso delle manutenzioni sugli ascensori e gli addetti avrebbero quindi disattivato dalla centralina di gestione l'interruttore che impedisce l'apertura delle porte se l'ascensore non è al piano.

17.50 - Inizia a chiarirsi la dinamica di quanto avvenuto alla fermata Furio Camillo: il bimbo era con la madre e stava aspettando l'ascensore per scendere sulla banchina. Quando si sono aperte le porte, l'ascensore non era ancora arrivato al piano, il bimbo è corso dentro ed è precipato per 20 metri.

Un bambino di cinque anni è morto cadendo nella tromba dell'ascensore della metropolitana A di Roma, alla fermata Furio Camillo. La notizia è arrivata pochi minuti fa.

L'avvenuto è confermato anche dalla chiusura della stazione, come riportato direttamente dall'Atac.

Su OmniRoma si legge: "Il piccolo era con la madre quando è precipitato nella tromba dell'ascensore di servizio. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco che, dopo averlo raggiunto, hanno tentato di rianimarlo inutilmente. Sul posto anche la polizia di Stato. La fermata è chiusa". Stando alle poche notizie che giungono, quando è stato estratto dai vigili del fuoco dalla tromba dell'elevatore il piccolo era ormai deceduto.

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