Terrorismo a Roma, ecco il piano per la sicurezza

Le strategie di emergenza del Viminale in vista del Giubileo: scuole, monumenti, chiese, ambasciate e centri commerciali sotto stretta sorveglianza

Scuole, monumenti, stazioni, luoghi istituzionali, ambasciate e persino centri commerciali: sono tantissimi i punti nevralgici, a Roma, che potrebbero diventare obiettivo del terrorismo islamista, sopratutto durante l'anno giubilare straordinario indetto da Papa Francesco.

Un'eventualità, un attentato o un attacco terroristico a Roma, contro la quale le autorità romane vogliono premunirsi mettendo in campo tutte le misure possibili per garantire la sicurezza di cittadini e pellegrini: secondo quanto apprende l'Ansa in un documento le Forze dell’Ordine e il Viminale hanno messo a punto strategie di emergenza per far fronte al rischio terrorismo ed hanno composto un vero e proprio piano sicurezza all’interno della Capitale.

La decisione di prendere in considerazione molti più elementi di quanto di solito non si faccia è stata presa dopo gli episodi in Tunisia, a Parigi, l’attentato a Charlie Hebdo e le continue minacce dell'Isis all'Italia: mesi e mesi di lavoro che, spiega l'Ansa, ha portato alla realizzazione di un file dedicato ad ognuno dei tanti (centinaia) di punti sensibili della città: il piano contiene un ordine ben preciso con un sistema 'ad ingranaggi' e l'entrata in campo di forze dell'ordine e soccorritori, pronto a scattare dall'istante dell’attacco e difendersi.

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Due dei punti nevralgici e più a rischio nella Capitale sono San Pietro e Colosseo. Nel caso di un attacco all’interno dell’area del Vaticano la zona calda viene delimitata dalla piazza e dal colonnato del Bernini (quindi al territorio extraterritoriale della Città del Vaticano): nelle piazze e negli spazi circostanti sono previste le piste di atterraggio di elicotteri e i punti nevralgici per il primo soccorso, mentre l'ospedale Santo Spirito sarà il punto di riferimento sanitario in caso di attacco in zona Vaticano.

Nel caso di un'attacco all'Anfiteatro Flavio invece la zona viene messa in sicurezza per chilometri ed isolata, con l'intervento di Nocs, Digos, vigili del fuoco, protezione civile e ambulanze pronti a muoversi tra le cosiddette 'zone calde' e 'zone tiepide': l'ospedale di riferimento sarà il San Giovanni e ai Fori Imperiali verranno sistemate una sala operativa mobile e un’area sanitaria per il primo soccorso.

Al Circo Massimo è prevista la pista per l'eventuale eliambulanza. Da via dei Fori Imperiali a via San Giovanni in Laterano, l'arco di Costantino e dall’altra parte il parco di Colle Oppio, delimitano la zona calda e quella tiepida.

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