Tiburtina trasformata in campo profughi: 18 fermati dalla polizia, fuggiti gli altri

È sempre più drammatica la situazione nella capitale, il parcheggio dell'hub ferroviario è ormai un campo profughi.

Profughi, Roma Tiburtina

18:00 - Si sono registrati attimi di tensione in Largo Guido Mazzoni, nei pressi della stazione Tiburtina, dove si erano stabiliti un centinaio di profughi. All'arrivo della polizia nel tardo pomeriggio molti dei migranti presenti si sono dati alla fuga, riuscendo a disperdersi. In 18 sono stati fermati e condotti presso la caserma di via Patini, qui sono stati identificati. Si tratta di 18 cittadini eritrei, secondo le prime informazioni diffuse sarebbero tutti dei richiedenti asilo e la loro posizione sarà vagliata dalle autorità competenti.

Francesca Danese, assessore alla politiche sociali di Roma Capitale, ha spiegato che il Comune insieme al II Municipio da giorni sta monitorando con attenzione la situazione per cercare di offrire qualche aiuto ai profughi ma anche per limitare i disagi alle persone in transito e ai residenti.

11 giugno 2015 - Si fa sempre più complicata la situazione alla stazione Tiburtina di Roma che negli ultimi giorni si è trasformata in un vero e proprio campo profughi. Sono centinaia i migranti, non solo uomini adulti, ma anche donne, a volte incinte, e bambini che cercano di sopravvivere in condizioni che definire dure sarebbe riduttivo. Le temperature nella capitale in questi giorni sono molto alte, le condizioni di igiene sono scarse e la situazione non è destinata a migliorare nel breve termine. Il risultato è che il parcheggio della seconda stazione di Roma è diventata un centro di accoglienza a cielo aperto.

Sono vari i fattori che hanno contribuito ad arrivare a questo punto. La questione migranti in Italia in questi giorni sta alimentando molte polemiche tra le parti politiche con la conseguenza che la macchina organizzati è praticamente in stallo. A questo vanno aggiunte tutte le vicende giudiziarie che stanno affondando Roma, Mafia Capitale ha affossato ulteriormente una città che già avrebbe avuto problemi nella gestione di un'emergenza simile. A completare il quadro si aggiunge la sospensione del trattato di Schengen imposta dalla Germania ai suoi paesi confinanti per motivi di sicurezza legati al G7 di Elmau. Il problema è che la sospensione sarà in vigore fino al prossimo 15 giugno.

Tutto questo ha contribuito a rendere Roma Tiburtina una sorta di fermata forzata per molti migranti, bloccati loro malgrado in Italia, in attesa di proseguire il loro viaggio verso l'Europa del nord. Si tratta per la maggior parte di uomini, donne e bambini provenienti dall'Africa subsahariana, da paesi in guerra come Eritrea e Somalia, ma anche chiaramente Libia. La maggior parte di loro non ha nessuna intenzione di fermarsi nel nostro paese e sognano di realizzare il loro sogno di libertà in posti come l'Olanda, la Germania o le nazioni scandinave, dove in molti casi ad attenderli ci sono i loro parenti.

Per il momento però sono costretti a sopravvivere in condizioni estreme sotto il sole caldo di Roma. La macchina dei soccorsi umanitari si è messa in moto, sul campo ci sono i volontari della Croce Rossa e delle altre associazioni. Ai migranti offrono pasti, bevande fresche e conforto. Queste persone però non possono risolvere il problema per il quale è necessario un intervento politico. Anche perché quello che sta succedendo a Roma è solo la punta di un iceberg molto profondo, alla stazione Milano Centrale le cose non è che vadano meglio, mentre la Sicilia è già da tempo oltre le sue capacità di accoglienza.

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