Termini: le due sorelle clochard portate in cura

Le due sorelle, che a Termini facevano i bisogni e si cambiavano in pubblico, sono ora al Nuovo Regina Margherita

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Chi, almeno negli ultimi vent'anni, è passato davanti alla Stazione Termini in qualsiasi giorno dell'anno, con la pioggia o con il sole, non ha potuto fare a meno di vedere le due sorelle clochard accampate in Piazza dei Cinquecento, all'altezza del semaforo sul piazzale, proprio dove da qualche anno troneggia la statua di Papa Giovanni Paolo II. Vestite di stracci, sedute su dei secchi pieni di carta, e con due carrozzine piene di tutti i loro averi, le due barbone hanno vissuto lì notte e giorno, facendo anche i loro bisogni davanti a tutti.

Ora quello spettacolo non si vedrà più, si spera definitivamente, perché le due sorelle sono state portate al Nuovo Regina Margherita dove dove potranno finalmente ricevere cure e assistenza. Nel corso degli anni diverse volte le autorità hanno cercato di spostare le due e convincerle ad accettare una nuova sistemazione, ma le offerte sono state sempre rifiutate (spesso in maniera piuttosto colorita, con tanto di lanci di escrementi ai vigili). Ora, complice lo stato di salute non ottimale delle due, entrambe ultra settantenni, l'offerta è stata accettata.

Le due sorelle si chiamano Francesca e Concetta, e pur essendo sempre molto refrattarie a qualsiasi contatto umano (spesso rifiutano anche l'elemosina) nel 2008 raccontarono qualche particolare della loro storia a Repubblica. Siciliane, braccianti di vicino Milazzo, nel 1978 la loro casa venne distrutta da una violenta esondazione in cui persero tutto. Il padre e il fratello erano morti pochi mesi prima in due diversi incidenti. Presero il treno e partirono prima alla volta di Messina, dove raccontano di essere state aggredite da un poliziotto, poi arrivarono a Roma e decisero di non muoversi più dalla Stazione Termini, facendo di lì a poco la loro casa nel piazzale antistante.

Hanno sempre rifiutato di andare a mangiare o a dormire al rifugio della Caritas, che si trova a poche centinaia di metri da lì, un po' per orgoglio un po' per la paura di essere derubate, come spesso capita ai mendicanti. Senza documenti, senza cure mediche, le due sono arrivate all'età rispettivamente di 73 e 76 anni prima di accettare le cure proposte dal Comune, preoccupato anche di sanare una situazione di impresentabilità spesso denunciata da chi passava a Termini. L'amministrazione comunale ha nominato un amministratore di sostegno dopo che dal dicembre 2013 sono state proposte delle sistemazioni sempre rifiutate dalle due donne.

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