Mafia Capitale 2, chi sono i consiglieri comunali arrestati

Tra consiglieri, ex consiglieri e minisindaci, sono sette i nomi noti della politica romana agli arresti

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Nell'ambito della maxi retata che ha portato all'arresto di 44 persone stamattina all'alba, sono finiti in manette anche sette nomi noti della politica romana, consiglieri comunali o ex consiglieri, coinvolti a vario titolo nell'inchiesta che è già stata ribattezzata Mafia Capitale 2. Vediamo chi sono i cinque arrestati, attualmente ai domiciliari.

Il nome più noto è senza dubbio quello di Luca Gramazio. Figlio di Domenico Gramazio, storico esponente dell'Msi romano, poi in Alleanza Nazionale, Luca Gramazio ha seguito le orme paterne concentrandosi sulla politica locale e nella scorsa consiliatura comunale è stato capogruppo Pdl in Consiglio. Dal 2013 è invece consigliere regionale nelle liste di Forza Italia. Dall'anno scorso è iscritto nel registro degli indagati per associazione a delinquere di stampo mafioso, ed è con questa accusa che è finito agli arresti.

Altro nome illustre è quello di Mirko Coratti, Pd, presidente del Consiglio Comunale durante la giunta Veltroni e noto per aver voluto la trasmissione in streaming delle sedute dell'Aula Giulio Cesare. È tornato a ricoprire la carica di presidente dell'assemblea capitolina sotto la giunta Marino, ma lo scorso dicembre è stato costretto alle dimissioni dopo essere finito nel registro degli indagati, in particolare per la gestione dei rifiuti. È rimasto però consigliere comunale. Anche lui è accusato di associazione a delinquere di stampo mafioso.

Agli arresti anche Daniele Ozzimo, anche lui del Pd, consigliere comunale ed ex assessore alla Casa della Giunta Marino. Anche lui era stato costretto alle dimissioni lo scorso dicembre, quando il suo nome era comparso nelle carte dell'inchiesta su Mafia Capitale. Dalle intercettazioni risultavano le pesanti pressioni su di lui da parte di Buzzi.

Restando nel Pd (ce n'è di lavoro per Matteo Orfini, commissario del partito a Roma), è agli arresti anche Pierpaolo Pedetti, presidente della Commissione Patrimonio e Politiche Abitative del Campidoglio, di cui erano già state rese note intercettazioni con Buzzi.

Della stessa area politica, ma militante in Centro Democratico, è invece Massimo Caprari, eletto al consiglio Comunale nel 2013.

Altro nome noto della politica romana è quello di Giordano Tredicine, Forza Italia, "rampollo" della famiglia che a Roma gestisce i tre quarti delle licenze degli ambulanti. Entrato in politica giovanissimo e molto attivo nel quartiere Appio Latino (sono, o a questo punto è meglio dire erano, noti i suoi eventi nei teatri e nelle piazze) è vicepresidente dell'Assemblea capitolina e vice coordinatore di Forza Italia nel Lazio. Anche lui è indagato per la gestione dei migranti. Nel suo ultimo tweet prima dell'arresto se la prendeva con il Comune per la questione Rom, cavalcando l'indignazione per l'incidente di via Battistini.

Infine, la carrellata si conclude con Andrea Tassone, Pd, non consigliere comunale ma presidente del X Municipio (Ostia) dimessosi dall'incarico lo scorso marzo proprio per il coinvolgimento nell'inchiesta sul "Mondo di Mezzo". Secondo i pm avrebbe ricevuto 30mila euro in cambio di una serie di favori a Buzzi e Carminati riguardanti la gestione delle spiagge di Ostia.

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