BIPiù: il biglietto dell'autobus a Roma diventa digitale (ma solo per smartphone)

Il nuovo servizio per acquistare il biglietto dallo smartphone è utile ma macchinoso

Arriva anche nella Capitale il sistema digitale per acquistare biglietti e abbonamenti dell'autobus: è stato annunciato da Atac il servizio BIPiù, che permetterà di pagare i titoli di viaggio "direttamente dal cellulare" tramite una App. Non è la prima volta che a Roma si prova a digitalizzare l'acquisto dei biglietti dell'autobus: già in diverse occasioni, l'ultima nel 2008, il Comune aveva provato a stringere convenzioni con operatori telefonici per permettere di comprare biglietti via sms, ma il servizio non è mai partito o è stato sospeso dopo un periodo di test.

Ora il sindaco Marino parla di "un ulteriore passo in avanti nella modernizzazione del servizio offerto ai cittadini", e in effetti l'acquisto dei biglietti tramite cellulare è una realtà in molte altre città italiane, da Firenze a Siracusa, passando per Pisa e Ravenna, ed è tantopiù importante nella Capitale visto che, soprattutto nei giorni festivi, le rivendite di titoli di viaggio sono chiuse e le macchinette emettitrici sono spesso introvabili o guaste, sia alle fermate che sui mezzi.

Il sistema BIPiù funziona così: dal proprio smartphone si scarica la App myCicero (attualmente l'unica convenzionata con il servizio, ma ne vengono annunciate altre) disponibile per Android e per iOS (è compatibile anche con Windows Phone ma non permette l'acquisto di titoli di viaggio, quindi è sostanzialmente inutile). Una volta registrato un account sulla App si sceglie una modalità di pagamento (Carta di credito, Beemov, contanti presso le ricevitorie Sisal o con un credito ricaricabile su myCicero).

Accendendo alla sezione dell´app Trasporto Regionale > Acquista titoli si possono acquistare biglietti e abbonamenti e convalidare i titoli BIT100 minuti e l´abbonamento Mensile Personale. La modalità d'acquisto cambia a seconda del titolo: per gli autobus si accede alla sezione Trasporto Regionale > I miei Titoli, si seleziona il biglietto e si preme il pulsante “Bus” prima di salire a bordo dei mezzi di superficie (autobus, tram e filobus). Il titolo sarà valido per i successivi 100 minuti. Per la metropolitana si seleziona il biglietto dalla sezione “I Miei titoli” e si preme il pulsante “Metro”. Verrà generato un QRcode da avvicinare ai lettori ottici presenti nei tornelli delle metropolitane per effettuare l´accesso. Il Qrcode sarà valido per i successivi 2 minuti dalla generazione. Chi possiede un dispositivo Android dotato di tecnologia NFC, una volta generato il QRcode, può avvicinare il cellulare al lettore NFC presente nel tornello per aprirlo. Il titolo sarà valido per una sola corsa, anche su più linee, senza oltrepassare i tornelli.

Si possono acquistare anche abbonamenti personali al costo di 35 euro. Se si acquistano entro il 23 di ogni mese vengono attivati al momento automaticamente perché validi nel mese corrente. Quelli acquistati in seguito, saranno attivati il primo giorno del mese successivo. Per il controllo del titolo di viaggio, basterà mostrare al personale Atac i titoli di viaggio dalla sezione I Miei Titoli. La app contiene anche un servizio per cercare le fermate e conoscere i tempi di arrivo degli autobus. Per ora il servizio si può usare solo sulle metro A, B e B1, bus, tram e filobus Atac, mezzi di trasporto Roma Tpl e Cotral, ferrovie Trenitalia, sulla ferrovia Roma-Lido e alla stazione Flaminio della Roma-Viterbo. Presto l'attivazione anche sulla Metro C e sull'intera Roma-Viterbo.

A margine di tutto questo, due considerazioni. La prima è che, per quanto molto utile, un servizio pensato in questi termini risulta piuttosto "di nicchia", perché si rivolge solo a chi ha lo smartphone e a chi è disposto ad abbinare la App a un sistema di pagamento come la carta di credito. Viceversa, un sistema più basilare come quello dell'acquisto tramite sms (sistema utilizzato in moltissime altre città), con il costo del biglietto detratto dal credito del cellulare, poteva rivolgersi a un'utenza più vasta e meno "smanettona". Speriamo quindi che l'eccessiva macchinosità di BIPiù non ne causi l'insuccesso, come già successo per altre iniziative del comune fallite perché troppo macchinose (chi ha detto car sharing "Io Guido"?)

La seconda considerazione è che, visto che per il biglietto e gli abbonamenti elettronici non ci sono costi per la stampa e per i diritti delle rivendite, poteva essere utile (e incoraggiante) prevedere un prezzo scontato anziché replicare quelli dei normali titoli di viaggio.

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