Cicche di sigaretta a Roma: una delle sfumature dell'emergenza rifiuti

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In un clima di emergenza rifiuti apparentemente insanabile, fioccano ricerche, stime, proposte e iniziative per arginare un problema che continua ad essere rimandato, mentre cause, effetti e soluzioni sono sotto i nostri occhietti da sempre, resistenti come le gomme da masticare o le cicche di sigaretta.

Due bei cimeli della nostra naturale tendenza distruttiva e indecorosa, pronta a trasformarsi nell’ultima cena di flora e fauna, che di tanto in tanto un rapporto evidenzia, un provvedimento raccoglie e nessuna volontà risolve mai del tutto, eliminando il problema alla radice. Perché continuiamo a produrre quello che non riusciamo a gestire o smaltire?

Ogni rapporto dall’Enea realizzato su “Tabacco e Ambiente”, continua ad evidenziare gli effetti devastanti sulla salute e sull’ambiente, che arrivano da benzene, gas tossici ed elementi radioattivi come il Polonio 210 sprigionati dalla pausa sigaretta e il mozzicone abbandonato in terra, arrivando a contemplare il processo di pirogassificazione per smaltirne i rifiuti e ricavarne energia.

L'impegno di Ama da tempo risiede nella raccolta difficile e costosa di milioni di mozziconi di sigaretta abbandonati ovunque, e l'invito ad utilizzare i 23.600 posacenere presenti in tutta la città. Smettere di produrre sigarette ovviamente è escluso per le ragioni che conosciamo tutti bene, e lo stesso purtroppo sembra valere per tutti i rifiuti non riciclabili che richiedono l’uso di una discarica o impianti di trattamento, insomma un’emergenza rifiuti apparentemente insanabile …

Foto | Flickr

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