Romanorum: il romano spiegato ai romani. "Mettese in testa Porta Cavalleggeri"

detti romani

Nuovo appuntamento con “Romanorum: il romano spiegato ai romani“: il nostro piccolo viaggio tra i modi di dire romani. Le origini poco note di certe espressioni, di alcuni termini del - dialetto o parlata, scegliete voi - romanesco. Quelle che usiamo ancora, in bilico tra tradizione e modernità, ma di cui ignoriamo spesso i natali. Confusi dal tempo o da eventi ormai - solo - tramandati.

Oggi vi raccontiamo di un'espressione caduta un po' in disuso. "Mettese in testa Porta Cavalleggeri", ovvero 'montarsi la testa', avere pretese eccessive rispetto alle proprie possibilità. Tutto nasce dal fallito assalto francese a Roma del 30 aprile del 1849. Il duca Oudinot, capo del corpo di spedizione francese, inviato da Napoleone III a sopprimere la Repubblica romana, attaccò con un drappello di cinquemila uomini i circa duemila e cinquecento agli ordini del colonnello Luigi Masi dislocati sulle mura tra porta Angelica e porta Cavalleggeri.

Oudinot si era appunto 'messo in testa' di espugnare la città attraverso porta Cavalleggeri, ma fu malamente respinto a cannonate e a fucilate. I romani (con una buona dose di tracotanza) decisero che quello sarebbe diventato un simbolo di presunzione: illusi i francesi a pensare di farcela.

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