In botticella nella marmellata del traffico

Col cavallo nel traffico

Nonostante le raccolte di firme, le proposte della Brambilla, i sondaggi e gli appelli, scene come questa che vedete in galleria sono all'ordine del giorno nel traffico caotico di Roma.

Sono nell'imbuto infernale di via del Plebiscito. Proprio presso la fermata Atac della discordia. In quella strozzatura prima di arrivare al Gesù, converge il mondo, grazie alla lucidità dei nostri geniali urbanisti. Basterebbe riutilizzare via delle Botteghe Oscure nei due sensi o almeno invertire il senso in via d'Aracoeli, ma questo è un altro post.

Intanto davanti a me, in mezzo alle lamiere, ai tubi di scappamento, ai clacson e agli insulti quotidiani di quell'ingorgo, ecco spuntare una botticella. Un piccolo cocchio dell'800, con sopra uno sveglissimo vetturino e dei turisti soffocati (con il cavallo) dallo smog.

Col cavallo nel traffico
Col cavallo nel traffico
Col cavallo nel traffico
Col cavallo nel traffico

Ora. Dei turisti poco ci importa. Hanno scelto loro di farsi del male (se lo fanno pure sugli autobus terrazzati). E come minimo potrebbero scendere per dimostrare al vetturino che non ha proprio "un senso" quella strada da percorrere. Ma chi ci preoccupa è il cavallo. Stritolato lì in mezzo, tra bus, furgoni, bacarozzi blu, e schivato da ogni lato dalla cavalleria moderna dei bidet con le ruote: Motorini e scooteroni.

Cosa possiamo fare se non segnalare ancora una volta questo strazio? Si vieti ufficialmente il passaggio delle botticelle in certe zone. Se proprio i vetturini insistono che senza corse il cavallo andrebbe comunque a morire, che si studi (finché il centro non verrà effetivamente chiuso) la possibilità di farne taxi per zone esclusivamente pedonali, con prezzi modici e sovvenzioni comunali. In ogni parco, o per esempio al Verano, dove invece corrono felici un sacco di bacarozzi a quattro ruote.

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