Raccolta Differenziata: con il nuovo piano 50% nel 2014

rifiuti ingombranti roma

Ero piccola quando mia nonna mi ha insegnato che nascondere lo sporco sotto il tappeto, significa solo rimandare un problema di pulizia che ne cela ben altri. In fondo è successa la stessa cosa con tutti i rifiuti di Roma buttati in discarica, trascurando per anni soluzioni che li avrebbero dovuti ridurre, differenziare, riciclare.

Oggi che la città-discarica di Roma straripa e inquina, la ricerca dei siti per installare discariche provvisorie è tanto spinosa e politicamente scomoda per tutto il contraddittorio, da non escludere il trasferimento all'estero dei rifiuti (ma anche su questo è già bagarre), torna sul tavolo degli obiettivi da perseguire anche il piano per lo sviluppo di una raccolta differenziata dei rifiuti ferma al 25.6%.

Un piano ambizioso “per arrivare al 50% di raccolta differenziata nel 2014, al 60% nel 2015 e al 65% nel 2016" e ancora prima per gestire l’emergenza Malagrotta e “dotare Roma e gli altri comuni interessati di un sistema di gestione integrata dei rifiuti, idoneo a garantire non soltanto la sostenibilità nelle procedure di raccolta, trattamento, riutilizzo, riciclaggio, smaltimento, ma anche la valorizzazione economica dell'intero ciclo di trattamento dei rifiuti”.

Una soluzione di gran lunga più fantasiosa, articolata e dispendiosa (30 milioni di euro che il governo si è detto disposto ad investire) di quanto servirebbe, che prevede controlli, sanzioni, un sistema a punti che premia chi getta correttamente i rifiuti in cassonetti che si apriranno con un badge, e un’estensione a step e diversificata del sistema domiciliare/condominiale (porta a porta) e della la raccolta stradale opportunamente riorganizzata.

“Tenuto conto di vari aspetti del territorio, la città è stata suddivisa in aree in base alla possibilità di adottare sistemi di raccolta domiciliare “porta a porta”: Aree verdi, dove è possibile attuare con facilità il sistema di raccolta domiciliare; Aree gialle e arancioni, zone in cui un sistema di raccolta domiciliare è possibile affrontando alcune criticità crescenti in relazione a densità abitativa, spazi condominiali disponibili e difficoltà sosta mezzi di raccolta; Aree rosse, dove la raccolta domiciliare è molto difficile (alta densità abitativa, assenza di spazi condominiali, grandi difficoltà per la sosta dei mezzi di raccolta); Aree azzurre, zone miste in cui esistono aree con caratteristiche nettamente diverse che rendono difficoltosa l’adozione di un unico modello di raccolta e infine Aree grigie, a bassa residenzialità, dove si adotterà lo stesso sistema previsto per la zona confinante”.

Un’estensione progressiva che parte dalle Aree verdi, mentre la città si dota di contenitori stradali per la raccolta separata del vetro, nuovi contenitori a chiusura elettronica sulla cui durata, praticità e funzionalità si può quasi già scommettere, e da subito l’ennesima proroga della chiusura di Malagrotta, per una crisi dei rifiuti che si presenta come il paradossale riflesso delle nefandezze che sporcando l’anima di Roma da troppo tempo, nascondendo lo sporco sotto il tappeto della città-cartolina e i rifiuti nella città-discarica.

Intanto per evitare lo spettacolo indecoroso della foto, che continua a ripetersi ovunque, domani nei Municipi dispari si può approfittare della raccolta straordinaria gratuita di rifiuti ingombranti, perché sappiano bene tutti che la responsabilità di una città sporca è tanta di chi non pulisce quanta di chi sporca.

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