Il paravento intorno alla statua del papa

Se Papa Ratzinger prendesse il treno, saprebbe, dopo la sua visita a Milano, che la statua davanti alla stazione Termini del suo predecessore, amico fraterno, è di nuovo "sotto i ferri". Dopo le polemiche e il diluvio di critiche, anche poco eleganti, l'opera di Oliviero Rinaldi, è in fase di lifting.

In effetti la Chiesa sembra avere ben altro a cui pensare. A ragione. Anche se non aveva fatto mancare la sua bocciatura dopo l'inaugurazione, tramite soprattutto l'Osservatore Romano.

Ma come "cambierà" la statua della discordia? In un'operazione tipicamente romana (ricordate l'albero di natale a piazza Venezia?), prima si fa e poi si disfa. Qualcuno spera che venga sostituita completamente. Questa volta però il ritocco dovrebbe essere meno "definitivo". Insomma...

Il Campidoglio ha annunciato da tempo le modifiche: "Sarà un pò più alta, avrà una nuova testa, un nuovo mantello e una patina rimessa a posto. Si interverrà soprattutto sulla patina, sull'illuminazione, si provvederà alla risistemazione dell'area verde e si lavorerà sul completamento della scultura secondo le indicazioni date dalla Commissione di esperti per la valutazione artistico-culturale della statua e condivise con il maestro Rainaldi. Non è prevista alcuna spesa a carico dell'amministrazione capitolina e i costi relativi ai lavori di completamento saranno interamente a carico della Fondazione Silvana Paolini Angelucci onlus e dei suoi sponsor".

C'era proprio bisogno di questi interventi correttivi? Più "alta"? Ma poi questa "nuova testa" chi la fa? Sempre Rinaldi? Capite che la testa è piuttosto importante nell'opera. Come far fare una fontana al Bernini, con le capocce del Borromini. Avete ragione, forse abbiamo scomodato due firme un filino troppo prestigiose per questo argomento...

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