"Donne, è arrivato l'arrotino"

Francamente non lo immaginavo così. Sarà che ero ai Parioli, l'ultimo dei quartieri romani dove pensi di ascoltare il mitologico richiamo dell'arrotino. Un'eco metallico che ti riporta indietro con gli anni, e ti ricordi di quando da piccolo arrivava dopo la voce, in bicicletta, in motorino o su di un Ape modificato, un vecchietto aguzzo e dalle mani nere, che avrebbe fatto scintille con lime, coltelli e forbici...

Invece la scorsa mattina mi sono affacciato da un balcone fiorito su via Bertoloni, ed ecco spuntare una Punto (?) che sembrava quasi un auto ministeriale. La voce sembra perfino registrata. Ma la cantilena è sempre quella. Quasi stregante. Peccato non avere coltelli in tasca!

"Donne, è arrivato l'arrotino. Arrota coltelli, forbici, forbicine, forbici da seta, coltelli da prosciutto...". Poi credo proprio che si sia interrotto quando ha visto che lo riprendevo. Tempi duri anche per gli arrotini. Avete mai ricevuto uno scontrino fiscale per quelle lame rinnovate?

Ad ogni modo la cosa più buffa è stata considerare la scena dalla mia insolita posizione privegiata. Un passaggio un po' paradossale, di un personaggio fuori dal tempo, che ancora oggi cattura interesse (addirittura su Facebook) ed attraversa un po' mimetizzato un luogo orfano di casalinghe autentiche (ma ce ne sono poi altrove?), in mezzo a quei "tuguri dei ricchi" di zeviana memoria, dove proprio risulta difficile immaginare "donne" interessate che scenderanno in vestaglia con coltelli e forbici in cestini di vimini.

Forse accorerranno domestiche straniere, filippini e filippine, spinte magari dal consiglio perentorio di qualche nonna ancora in casa. Chi lo sa. Ma soprattutto, dove la cela la ruota magica, il moderno arrotino? Non è che nel bagagliaio ha solo un enorme fornitura di portatili (ed inutili) auto-affilatori? Sarebbe una vera sòla in questo caso.

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