2 giugno 2012 a Roma: musei chiusi e supermercati aperti, da giugno per ogni domenica e festivi

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Fino a quando non ho iniziato ad uscire da sola, nei giorni festivi nonna chiudeva il suo banco (di pesce) e mi portava al museo, al cinema o in quei posti che restavano aperti per tutti quelli che il resto della settimana non avrebbero mai potuto approfittarne.

Oggi, 2 giugno 2012, in una capitale europea come Roma, la Festa della Repubblica conserva le sue parate di circostanza, per quanto sorde a bisogni e richieste dell’opinione pubblica, alle quali si aggiungono quelle di rimostranza, i supermercati sono tutti aperti, mentre i musei sono chiusi, e rischiano di restarlo tutti i giorni di festa e le domeniche a venire, a partire dal mese di giugno.

"A causa della carenza di personale i musei del Polo museale di Roma, Galleria Borghese, Palazzo Barberini, Castel Sant'Angelo, Galleria Spada, Galleria Corsini e Palazzo Venezia, rimarranno chiusi nei giorni festivi a partire dal mese di giugno” , spiega il sindacalista della Fp Cgil Roma Ugo Gallo.

"Il blocco del turn over ha ridotto gli organici del ministero dei Beni e delle Attività Culturali ormai al lumicino. Le lavoratrici ed i lavoratori ormai sono così pochi che possono garantire solo la sicurezza del museo chiuso, ma assolutamente insufficienti per aprire il museo. E anche a museo chiuso coprono solo il numero minimo necessario e non riescono nemmeno a garantirsi il diritto delle ferie. L'area archeologica romana (Colosseo, Foro Romano) vive gli stessi problemi dei musei".

Un allarme più che una precisazione che arriva da chi ha ancora (o pensa di avere) un margine di contrattazione, nel trambusto messo in moto da una crisi di valori che precede quella economica, da un cambio di approccio al lavoro che ridefinisce l’equilibrio tra qualità e quantità, tra flessibilità e ricattabilità.

Molti di loro oggi hanno preferito il corteo sindacale alla parata militare. Per tanti altri non c’è paragone con la spiaggia vacanziera e il cielo tricolore di Ostia. Tutti gli altri, al passo con i tempi, con le professioni e le nuove frontiere della flessibilità, sono a lavoro. Un lavoro precario che non garantisce nemmeno quella dignità di cui vanno blaterando i nostri governanti, di certo i fondamenti di questa Repubblica che festeggiamo in pompa magna oggi.

Foto | 06 zoom

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