Almanacco di Roma: il 2 Giugno e gli italiani


Detto fra noi, è proprio una data poco indovinata. Dando un'occhiata al resto degli eventi da ricordare nella Storia del 2 Giugno, salta subito agli occhi quello del 455 quando i Vandali entrarono a Roma, e saccheggiarono la città per due settimane. Ripartiranno con tesori incalcolabili (come il "bottino" degli stessi romani, le spoglie del tempio di Gerusalemme portate a Roma da Tito). Praticamente il primo atto di vandalismo che si ricordi: Rubare in casa dei ladri...

Tra l'altro non si è mai capito perché i francesi festeggino la presa della Bastiglia (temperamento rivoluzionario), gli americani la firma della dichiarazione d'indipendenza (temperamento da imprenditori), gli svizzeri il giuramento alla confederazione (temperamento consociativo) e a noi tocca celebrare un referendum a suffragio universale. Sistema che poi non si userà praticamente più, se non per essere sempre disatteso.

Considerando poi le polemiche che ne seguirono (e che tutt'ora qualcuno solleva, soprattutto nel Sud) forse proprio da questo si capisce molto dell'unità nazionale e della filosofia di un popolo da sempre più vicino alla caricatura del Metternich ("un espressione geografica"), che al romanticismo del giovane Mameli.

Sì, insomma, l'Italia è comunque una Repubblica fondata sul bar, e sulle chiacchiere che ci si fanno. Luogo simbolo della scappatella assenteista, ma anche ritrovo, rigorosamente in piedi, per chi "non ha tempo" e deve "scappare", non si sa mai bene dove o da cosa.

L'italiano litiga su tutto. E' l'uomo derby per eccellenza. Più che il tricolore, ama il bicolore. Non a caso le squadre di calcio finiscono sempre per essere indicate con i loro doppi colori. Il coppi-bartalismo ci impedisce, peggio di una religione, di non essere sempre "contro" qualcosa o qualcuno, piuttosto che "a favore".

Colpevolisti o innocentisti, fideisti o mangiapreti, e dunque, all'epoca, monarchici o repubblicani. Oggi su cosa litighiamo allora? Ma è chiaro: Sulla necessità di fare o no la parata. Un fiume di inutili polemiche, mentre altrove la terra trema.

Da italiano medio dico, anzi ripeto, la mia. La parata militare è inutile a prescindere. Anche senza tragedie in corso. Un esercito che è sempre costato di più di quello che serviva effettivamente e che non è mai stato rispettato quando davvero occorreva. Meno cortei allora e più amor patrio. Sarebbe il caso. Oltre a quelle bandiere che si sventolano in onore ad epopee calcistiche che si trascinano sempre dietro cumuli di fango (per non essere volgari..).

Ed infine una personalissima considerazione. Non capisco perché impedire l'unica bellissima immagine del 2 Giugno. Le Frecce Tricolori su Roma. La PAN, la pattuglia acrobatica nazionale più famosa del mondo. Simbolo della genialità italiana che quando vuole vola alto su tutto e tutti. Senza rivali. Con una classe e uno stile innati. Un tricolore di cui andare fieri.

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