Via del Plebiscito: il ritorno della fermata perduta


Solo a Roma si può festeggiare dopo aver "riconquistato" qualcosa che ci era stato rubato senza un valido motivo. Fu così per la Galleria Colonna chiusa per anni e poi riaperta manco fosse un "regalo".

Ed è così per la fermata Atac di via del Plebiscito. Quella soppressa per la sicurezza (?) di un premier paranoico. Ci siamo riusciti grazie allo sforzo dei cittadini più tenaci. Come quelli di Assopedoni, che ci mandano un nuovo comunicato dopo la lettera di qualche mese fa che citano nella stessa nota e per questo li ringraziamo.

Improvvisamente, ed in meno di un’ora, il 28 dicembre 2009, desaparecido la vitale fermata di numero 18 linee ATAC di via del Plebiscito. La paternità fu assunta dal prefetto di Roma, Pecoraro. Così come sono scomparse, anche, tutte le nostre istanze di ripristino e le nostre grida che ne rivendicavano il ritorno – subito – di quella fermata. (Forse abbiamo influito sulla dichiarazione del prefetto di “non escludiamo altri piccoli provvedimenti ma sicuramente non chiuderemo la strada".)

Dopo 885 giorni di inutile ed assurda sofferenza, apprendiamo che il prefetto Pecoraro ha deciso di riconsegnarcela. “Sarebbe normale e civile – secondo il presidente dell’ADP, Vito De Russis – che la fermata fosse già attiva al ricevimento di questo nostro comunicato. Se così non fosse, invitiamo tutti i media ad attivarsi per favorire il ripristino delle normali condizioni di vita in questa Roma Capitale, sede di tutte le Istituzioni italiane, dello Stato Vaticano, di tutte le ambasciate, visitata ogni anno da milioni di turisti, che da 6 anni è nello “stato di emergenza determinatasi nel settore del traffico e della mobilità” (DPCM 4.8.2006).

Si coglie questa occasione per richiamare, con forza e determinazione, l’attenzione di tutti sulla grave condizione degli “attraversamenti pedonali” a Roma che sono delle autentiche ed efficienti “trappole” per la mobilità pedonale. (Nel IV Municipio stanno tracciando le strisce blu ma nulla fanno in presenza di fatiscenti pseudi attraversamenti pedonali-trappole.)

Cogliamo questa occasione per richiamare, con forza e determinazione, l’attenzione di tutti sui semafori pedonali a 3 colori aggravati da una assurda e pericolosa regolazione. Il nostro Paese è rimasto isolato in Europa (e, forse, nel mondo).

Speriamo che spariscano anche le odiose transenne. E che tutto torni alla migliore normalità quanto prima.

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