Truffa dello specchietto, cronaca dell'ultima versione


Finalmente è capitato anche al sottoscritto! Ero quasi curioso di capire quando e come avrei reagito. Ora lo so e ve lo racconto. Sto parlando della famosa truffa dello specchietto. Ultima versione. Con richiami da truffa della strusciata e del mazzo di chiavi. Ma soprattutto con aggiunta di effetti speciali...

Andiamo con ordine. E' venerdì mattina, 25 Maggio. Imbocco alle ore 11 circa via di Villa Patrizi risalendo da piazza Galeno (i truffatori si stanno "avvicinando" al centro). La strada è stretta e ci sono macchine parcheggiate da entrambi i lati. Poca visibilità quindi, e pericolo di "toccare" con lo specchietto sui lati. Non corro infatti, ma sono concentrato sulle cose da fare. E' una giornata importante...

Sento un colpo secco. Metallico. Subito dopo una Jeep verde parcheggiata malissimo. Guardo nel retrovisore, e vedo un tizio che si sbraccia. Mi accosto subito. Altezza Prime Hotel. Mi viene incontro un uomo robusto, alto, straniero, pelle scura ma non african (probabilmente sudamericano, comunque latino). Vestito di bianco, con vistosi anelli e bracciali.

Pare tranquillo, anche se mi dice "e stai attento..!". Gli chiedo se "l'ho preso". E lui mi fa vedere la mano. Sul dorso c'è sangue rosso intenso che lui comprime. Nella stessa mano c'è un cellulare. Un iphone. Completamente rotto. Che lui sembra "scoprire" in quel momento.

Intanto arriva anche la moglie. Piccolina. Silenziosissima. Ho già capito. Non ci sono lividi, segnim ematomi. Solo sangue color pomodoro. Il cellulare è sfondato come se fosse stato preso a martellate. Lui sta benissimo. Lei non parla. E' chiaramente un trucco. Ma sto al gioco.

Gli dico: "Dài, ti porto all'ospedale! Sto andando proprio lì!". Lui è preso in contropiede. Mi dice "aspetta, aspetta, tranquillo! Oggi è una giornata di m... fammi vedere l'assicurazione..". Vado per prenderla in macchina. Apro e chiudo davanti ai due l'abitacolo. Ma a lui ovviamente non interessa alcuna assicurazione.

Se ne esce con una frase assurda, per me è difficile non ridere: "Non ci sono negozi di cellulari qui intorno?". Ma resisto: "No guarda, proprio no, dai facciamo vedere quella mano, andiamo?". E lui: "senti dammi qualcosa, vienimi incontro". E io: "non ho nulla qui, dammi i tuoi dati, ci sentiamo con l'assicurazione". E lui "Andiamo a un bancomat". E io "Non ce ne sono qui (penso: ma che cavolo di posto hai scelto!?).

Lui crolla: "Va bè dammi qualcosa, anche 20 euro". Io: "No ho nulla. Te l'ho detto, solo monete di rame". E lui: "Ma io ho visto che ce l'hai, che mi vuoi fregare?". "Io?" (Io?!). Gli faccio capire che ho capito. La moglie lo porta via. Io torno in macchina, prendo il cellulare e chiamo il 113. Descrivo tutto. Poi chiamo la mia assicurazione. Stessa cosa. Spero tanto che lo abbiano preso. Ma dovevo davvero andare in ospedale. Non potevo aspettare ancora.

Ecco i consigli che posso dare a chi capita una cosa del genere. Non reagite male. State al gioco ma fate i "poveri". Chiudete la macchina. Se avete il cellulare in mano aspettate a tirarlo fuori per "chiamare la polizia" perché lì potrebbero puntare allo scippo e alla fuga. Fornite solo dati in cambio di altri dati. I loro sono ovviamente falsi ma in effetti con i vostri non faranno nulla. Me lo ha confermato l'assicuratore. Non gli conviene proprio.

Ditegli che potete portarli in ospedale. Li terrorizza. Lasciate cadere le pretese su cellulari da ricomprare e ovviamente su qualsiasi cifra da dare subito. Appena potete chiamate la polizia e ricostruite tutto.

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