I bimbi ricoverati studieranno via web

la ludoteca dell'Ospedale Bambino GesùDue computer, uno presso l’ospedale e l’altro in classe, per poter continuare e seguire le lezioni in caso di lunghe degenze. Questo il nucleo del progetto “E-care. La tua classe ovunque”, che coinvolgerà nella fase di sperimentazione dieci piccoli pazienti dell’ospedale Banbino Gesù di Roma.

Se una breve influenza è vista da ogni bambino come una buona occasione per assentarsi da scuola e riposarsi dalle fatiche quotidiane, una lunga degenza in ospedale o a casa può compromettere l’anno scolastico, allontanarlo dai compagni, isolarlo. Con pc, webcam e rete Adsl si potrà invece rimanere in contatto diretto con la propria classe.

Il progetto è frutto di un protocollo di intesa tra Comune, Fondazione Mondo Digitale, Ospedale Pediatrico "Bambino Gesù" e Intel. Entro un mese saranno attivate le strutture hardware e software e i 10 “prescelti” potranno iniziare le lezioni in videoconferenza.

Forme di tutoraggio a domicilio o progetti sperimentali per portare la scuola in ospedale esistono già da alcuni anni, ma ai ragazzi che non possono frequentare regolarmente le lezioni più di tutto manca l’ambiente, il dialogo con compagni e maestri che ora, almeno in parte, sarà possibile ripristinare.

Intel fornirà in comodato gratuito computer portatili o postazioni fisse all’interno dell’Ospedale, nelle case dei bambini in terapia domiciliare e nelle classi d’appartenenza; si occuperà inoltre dell’installazione dei collegamenti Adsl e di dotare i PC degli strumenti necessari alla comunicazione biunivoca con la classe e allo svolgimento dell’attività didattica.

Il problema più arduo sarà ampliare considerevolmente il numero di ragazzi coinvolti. Facendo riferimento all’anno scolastico 2005-2006 infatti, sono stati oltre 2.500 gli alunni seguiti dagli insegnanti in servizio presso il "Bambino Gesù", il che significa che dai dieci della fase pilota si dovranno fare ancora importanti passi avanti perché il servizio possa essere fruito da tutti i giovani pazienti che ne hanno bisogno.

Fonte | Repubblica

Approfondimenti | Ospedale Bambino Gesù

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