Roma arDente: Da Vito e Dina in Prati


Esistono tre tipi persone tra coloro che amano andare a cena fuori, esclusi gli habituée, cioè quelli che vanno inevitabilmente negli stessi 2-3 posti, alla peggio cenano in casa perché non si fidano di nessun’altro. Ecco, tolti questi, dicevo, restano tre categorie: quelli che si fanno consigliare da amici e parenti di fiducia, quelli che passano la vita a sfogliare guide e, ormai, siti internet specializzati in recensioni di ristoranti, e quelli che nella scelta si lasciano ‘ispirare’ dal proprio naso.

Effettivamente nessuna delle tre categorie è immune da fregature, ma questo non fa assolutamente di me una fan degli habitué, tutt’altro. Fatta questa premessa, mi accingo a raccontarvi la cena di compleanno di un caro amico, svoltasi circa 3 settimane fa, un sabato sera di fine aprile, nell’osteria Da Vito e Dina, un locale che, non lo direste mai, si trova in Prati, e che il mio amico aveva scovato, appunto, on line.

E infatti, circondato dal lusso di quei palazzi, pieni ormai solo di uffici e, in quelle strade chic che, immaginiamo, di giorno sono popolate da signore eleganti e professionisti tirati a lucido, stentiamo a capire cosa possa entrarci in tutto questo una semplice osteria dall’ambiente molto casareccio, che a me sembrava, almeno a una prima occhiata, più una fraschetta o un bar con tavola calda che una vera e propria osteria.

Invece la potenza della buona cucina casalinga e senza pretese, a volte, fa miracoli, sciogliendo addirittura certa puzza sotto a certi nasi… il locale pare sia sempre pieno, tanto è vero che risulta un tantino rumoroso durante, chiamiamola così, l’ora di punta.

Una volta accomodati (siamo in otto) nella sala più interna dove fa piuttosto caldo, con i piedi ben saldi sotto al tavolo ricoperto da una rassicurante tovaglia a scacchi, ci lanciamo sull’antipasto della casa: salumi italiani e fritti misti da pizzeria.

La specialità di Vito e Dina (marito e moglie? Padre e figlia? Fratello e sorella? Chi può dirlo…) riportata anche in ogni sito internet e in ogni pagina di guida enogastronomica de Roma, però, è la pasta alla gricia arricchita da carciofi che sembrano fritti alla maniera detta ‘alla giudìa’. Non a tutti è piaciuto questo primo piatto semplice, romano e bello abbondante.

Chi non cede alla pasta (e neppure alla pizza), opta per un classico straccetto e se ne ritroverà davanti una porzione davvero extralarge. Insomma: da Vito e Dina deve assolutamente astenersi chi è a dieta o ha poco appetito perché qui la generosità nella fase dell’impiattamento è di casa.

Con acqua, vino e amari per digerire, il conto arriva a una ventina di euro, ma vi ricordo che nel mio caso si trattava di un compleanno con spumante offerto dalla casa e profiterol offerto dal festeggiato.

Foto | Flickr

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