Almanacco di Roma: il 25 Aprile è (anche) San Marco

San Marco Evangelista

C'è un evidente conflitto d'interessi in questo post. Lo ammetto. Da quanto ho capito che i nomi contano più dei compleanni, mi sono sempre dovuto dividere il mio onomastico con la Festa della Liberazione.

Non voglio ripetermi sulla questione. La Storia la fanno gli uomini, ma dimenticano spesso la cronologia degli eventi. Di fatto quella fu una Rivoluzione, sacrosanta, non una Liberazione.

A proposito di santi, però (argomento molto pagano per essere cristiano), mi è sempre piaciuto conoscere l'origine dei nomi e soprattutto dei loro portatori sani. Oggi è quindi, per il sottoscritto, prima di tutto San Marco. Personaggio, quello ufficiale, che mi resta piuttosto simpatico, per diversi motivi.

San Marco Evangelista
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L'onomastico si festeggia il 25 aprile in onore di San Marco Evangelista, patrono di Latina, Pordenone e Venezia, degli allevatori, interpreti, notai, ottici, segretari, vetrai. In effetti San Marco martire di Roma, si potrebbe celebrare anche il 24 Marzo.

A differenza dell'etimologia romana di Marco (Marte, il dio della guerra), l'Evangelista era un tizio pacifico, grande scrittore, uno dei migliori portavoce di Dio, non so se mi spiego. Come ghostwriter, una bella carriera.

Inoltre, si divide tra Pietro (Roma) e Aquileia (Venetia et Histria). Difatti è il patrono della Serenissima. Venezia. Città, Repubblica e Storia che amo subito dopo quelle della Capitale. Non è un caso. La classe veneziana si fonda perfettamente col nome di Marco. Grandi slanci estetici ed artistici, ma se c'è da combattere si torna all'origine romana, e si sente la voce, anzi il ruggito del Leone.

A Roma, potete passare a salutare San Marco accanto al Palazzo di piazza Venezia (appunto) che porta il suo nome (e che qualcuno usurpò senza alcun onere ed onore). Una basilica bellissima e poco frequentata, dal sapore bizantino nonostante i diversi interventi posteriori.

Costruita nel 336 da Papa Marco e ricostruita nell'833 da papa Gregorio IV; la basilica mostra oviamente anche i successivi passaggi rinascimentali e barocchi. Con la decorazione dovuta ai restauri del XVII e XVIII secolo.

La cosa più triste, oggi, quando si prova a fotografarla nel suo angolo migliore, è la presenza insopportabile del camion bar fisso, di cui già parlammo in relazione al rinnovamento dei giardini adiacenti. Quando finirà questo scempio? La Barbera promette presto...

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