Il balletto inutile degli Apple Store romani

Lo avrete già visto, siamo sicuri. Ma ve lo riproponiamo, con ogni dettaglio sulla celebrazione, grazie ai nostri puntualissimi colleghi di Melablog.

Habemus secundum Apple Store. Era necessario? Direi di sì. Il primo scoppia da quando è nato. Ma andava fatto ancora una volta alle Porte di Roma? Possibile che la filosofia della Mela all'italiana sia questa? Proprio non si riesce ad avvicinare un po' il marchio alla città reale?

Comunque, a parte i balletti e gli stornelli, bisogna anche cominciare ad essere un po' critici con la Apple, non solo per il parziale declino dei suoi gioielli tecnologici, ma anche e soprattutto per come Roma, i romani e soprattutto i commessi con la maglietta blu interpretano il proprio compito.

L'Apple Store di Roma è senz'altro fra i peggiori del mondo. Cortesia zero. Competenza vaga (solo un paio ci capiscono). Ho fatto lezioni one to one con "esperti" che non sapevano come ridimensionare un immagine da iPhoto.

Inoltre non ci si può connettere ad internet (unico Apple Store al mondo, credo) e recentemente nemmeno si può accedere al proprio Apple ID (almeno quello te lo facevano fare).

Tutto questo anche dovuto alla prepotenza e alla furbizia del romano-italiota-medio, che sfrutta ogni offerta generosa del sistema, e ovviamente cerca di cambiare i prodotti con ogni scusa quando sono a fine garanzia.

A proposito di garanzia ed assistenza. Il conflitto non sembra essere proprio risolto. Ho trovato interessante questa lettera che gira su facebook.

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