La settimana dei Municipi: la città che non dimentica

Scriveva George Santayana: “Coloro che dimenticano la storia sono condannati a ripeterla”. Roma vuole essere diversa e in una sola settimana, quella appena trascorsa, ha celebrato gli anniversari di alcuni avvenimenti per non disperderne la memoria nel tempo e nella frenesia del quotidiano.

Era il 17 aprile 1944, ad esempio, quando circa mille persone furono deportate da una periferia della città, per quello che rimase famoso e che tutti conoscono come ‘il rastrellamento del Quadraro’. I Municipi VI e X, coinvolti in maniera particolare, hanno firmato assieme alla Provincia un documento in cui s’impegnano a valorizzarne la memoria storica attraverso mostre e spettacoli che affollano un calendario di appuntamenti molto fitto fino a questa domenica, grazie alla collaborazione con il Teatro Valle occupato.

La notte tra il 15 e il 16 aprile 1973, invece, nell’incendio appiccato da un gruppo di militanti di estrema sinistra alla loro casa a Primavalle, morivano i fratelli Virgilio e Stefano Mattei, colpevoli solo di essere i figli di un esponente locale del Msi. Oltre al Campidoglio ricorda il 39esimo anniversario di questo brutto accadimento anche il Municipio XIX.

Di fatti molto più recenti si occupa, invece, il Municipio VII, che ha inaugurato una mostra fotografica dedicata alla primavera araba e finalizzata a non dimenticare quei giorni, di appena l’anno scorso, in cui popolazioni molto vicine a noi lottavano fino alla morte contro le dittature, alla conquista di una democrazia che a noi appare ormai un po’ troppo scontata.

E infine l’anniversario più importante (no, non sto parlando del centenario del Titanic che, fortunatamente, con Roma non c’entra niente), ma della fibrillazione per l’imminente compleanno cittadino. Già, perché per chi non lo sapesse, la capitale d’Italia domani, sabato 21 aprile, spegnerà per 2765 candeline.

Il sindaco ha promesso che quest’anno il Natale di Roma sarà “la giornata dell’orgoglio dei romani”, e della rivincita – mi verrebbe da aggiungere – in un anno in cui, nell’ordine, siamo stati provati dall’emergenza neve, schiaffeggiati alla candidatura per le Olimpiadi 2020 e insultati dalla solita Lega, da vivere, però, all’insegna della sobrietà, come il segno dei tempi ci impone.

E infatti Alemanno ha anticipato eventuali domande scomode, affrettandosi a precisare che la festa, costata la modica cifra di 500 milioni, è stata interamente pagata da sponsor privati. E ci mancava pure. Tra gli eventi di spicco in programma, la medaglia per l’anniversario dei 1700 anni dalla battaglia di Ponte Milvio (oggi Municipio XX), la presentazione della prima copia della 73esima strenna dei Romanisti, e il conferimento della cittadinanza onoraria ai corazzieri.

Non solo: oltre al ‘solito’ accampamento che fa rivivere le atmosfere e le suggestioni dell’Antica Roma a Villa Celimontana, anche una targa commemorativa dell’ex primo cittadino Amerigo Petrucci e una mostra sul rapporto tra Cavour e Roma, in piazza Navona fino al 22 luglio.

Foto | Flickr

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