Gita fuori porta: a Cerveteri per la Festa del Carciofo


Chi l’ha detto che il carciofo può essere festeggiato solo a Ladispoli?! Questo weekend, nella vicina cittadina di Cerveteri si celebreranno le infinite doti dell’inimitabile carciofo ceretano con una sagra di tre giorni a lui interamente dedicata e arrivata quest’anno alla terza edizione.

Mille le ricette proposte, su tutte il classico carciofo fritto, ma il goloso appuntamento, come spesso accade, non si esaurisce a tavola, bensì prosegue nelle vie del paese, dove verranno aperti stand gastronomici per le degustazioni che affiancheranno le classiche bancarelle di antiquariato e oggettistica varia.

Interessante anche il programma legato all’intrattenimento: esibizioni di artisti di strada e clown, ma anche di bande folkloristiche e di sbandieratori, come il gruppo proveniente da Soriano sul Cimino, giostrine per bambini, motoraduno e il divertente tiro a segno che vede come bersaglio mobile nientepopodimenoche un cinghiale (finto, s’intende)!

Anche la musica grande protagonista: stasera il vintage del Mara Tomaselli Quintet; domani l’Orchestra d’Oriente e i balli di gruppo guidati dalle scuole di danza locali; domenica le canzoni di Gianna Nannini rivissute grazie alla cover band Anya & Tha band.

Ma dire Cerveteri è anche dire cultura, e che cultura: nel suo territorio si estendono due tra le più grandi necropoli etrusche del bacino del Mediterraneo, quella del Sorbo e quella della Banditaccia, risalenti al IX secolo a.C. e dichiarate nel 2004 patrimonio dell’umanità dall’Unesco.

Per visitare le tombe della prima, meno famosa, occorre prendere accordi con il custode, mentre la seconda è chiamata ‘della banditaccia’ perché alla fine dell’Ottocento l’area in cui sorge venne ‘bandita’, ossia affittata tramite bando pubblico dalla nobiltà locale ai contadini della zona.

Molto di quello che è stato trovato da queste parti potete ammirarlo nel Museo etrusco di Valle Giulia a Roma, ma credo che una visita ‘in loco’ sia davvero indimenticabile. Ultima nota tra il macabro e il curioso: nelle campagne della vicina Ceri, che si estende comunque al di sopra delle necropoli, si dice che a volte di notte si vedano volteggiare nell’area delle fiammelle, probabilmente i fuochi fatui dei defunti…

Foto | Flickr

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