Lega ladrona, Roma vi perdona, ma cambiamo slogan


"Lega Ladrona" è il manifesto che compare sui muri romani (più o meno abusivamente). C'era d'aspettarselo, cari leghisti duri e puri, chi di slogan ferisce, di slogan perisce.

E' la grande rivincita di chi da tempo faceva il verso a questa campagna denigratoria e campanilistica su cui la Lega, occorre dirlo, ha sempre fatto leva. E' il trionfo dei provocatori di professione come l'ottimo e pessimo Cruciani, che rilancia quegli insulti da segreteria telefonica di Radio Radicale tra romani e milanesi.

E' soprattutto la resurrezione di Alemanno. Ormai ovunque, che non infierisce sull'avversario (quanto mai insopportabile) padano, ma si toglie dalle scarpe e dal resto dell'abito tanti sassi, palle di neve e anelli olimpici compresi. E ora propone la giornata dell'orgoglio romano, per il Natale di Roma alle porte.

Ma la sostanza qual é? Che questa sembra tanto una "guerra tra (falsi) poveri". Qualcuno più cattivo potrebbe ironizzare su titoli famosi del cinema nostrano e coniare battute facili stile "poveri, ma ladri". Tuttavia credo che i cittadini siano anche stufi di ridere sui mali che non ci abbandonano.

Anche perché si legge fin troppo bene fra le righe di ogni dichiarazione politica, che la campagna elettorale per le elezioni comunali del 2013 è già cominciata. E forse già ci stanca. Il tifo lo vogliamo lasciare da parte. Per il dio pallone, con tutti la sua schiera di falsi angeli.

La Lega parla di rinnovamento! Di pulizie! E lo fa tramite Maroni, uno che fino a ieri era Ministro degli Interni... Non so se mi spiego. Il nostro sindaco ha ragione a ricordare che propose una riforma del finanziamento pubblico, ma non può certo, dopo Parentopoli, pretendere di offrire una ricetta di trasparenzza a certi conflitti.

A noi sembra ancora una volta che gli unici che non vengano mai ascoltati in questo momento di totale crisi delle istituzioni e della politica, siano la fonte principale di un sistema democratico. Stiamo parlando dei cittadini.

Ecco perché 06blog ci riprova con una nuova iniziativa che coinvolga gli elettori. Il cittadino comune. Voi. Tu. Nel prossimo post ogni dettaglio. Estote parati.

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