La Tana della Lupa: bilancio di un fallimento

Luis Enrique allenatore Roma

Metto questa foto perché non voglio conservare nulla dell'ultima umiliazione storica. Essere massacrati dal Lecce in questo modo é quasi peggio del seppuku del 1986...

E scelgo questa foto anche perché é la stessa che piazzai quando venne fatto il nome di Luis Enrique. A differenza dei tanti che lo salutavano entusiasti io ero piuttosto scettico.

Poi, sempre controcorrente, mi sono messo a difenderlo come ho potuto. Perché sono sicuro che sia bravo. E che il futuro gli darà ragione. Solo che come si poteva prevedere, gli manca l'esperienza.

Cosa che manca a quasi tutti in questa squadra. Eccetto per qualche vecchia gloria, tra cui il nostro Capitano, che guarda caso, fa da chioccia. E quando manca, pur se affaticato, si sente tragicamente.

Questa inesperienza esiste anche e soprattutto a livello societario. Baldini, altra figura che stimo moltissimo, sarebbe dovuto tornare prima a respirare il maleodorante clima del calcio italico.

Solo Sabatini, aveva e probabilmente ha ancora il polso reale della situazione. E credo che sappia come questo sia il vero male della nuova Roma. Non il carattere, non il talento, non le idee. Ma il tempo.

Per ogni elemento di questo progetto, ogni sfida é del tutto nuova. Un vecchio volpone come Serse Cosmi puó tranquillamente mettere a nudo l'immensa vulnerabilità di questa nascita prematura.

A questo punto ci sono due vie. Ammettere l'errore di aver sopravvalutato la capacità di adeguarsi da parte di tutti e rifondare ancora. Ricominciando ovviamente dall'allenatore. Sono sicuro che Montella tornerebbe, per esempio.

Oppure tenere duro. Ma allora preparandosi alla contestazione. Perché i tifosi, come avevo ampiamente previsto, non possono aspettare (come hanno giá fatto fin troppo).

Voti e pagelle stavolta sono del tutto inutili. Siamo sotto il 4. In ogni settore.

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