L'amministrazione Alemanno dichiara guerra agli artisti di strada di Roma


Il Comune di Roma ha dichiarato guerra a saltimbanco, trampolieri, orchestrine jazz e mimi, insomma agli artisti di strada. In Assemblea Capitolina, ovvero nel Parlamento romano, è infatti in discussione una delibera che, se approvata, causerà fortissime limitazioni a chi ogni giorno, per sbancare il lunario, si esibisce nelle piazze della nostra città (non si tratta dei finti gladiatori).

Le nuove norme sono poche ma chiare ed estremamente dure: gli artisti di strada, indipendentemente dal numero, non potranno esibirsi per più di due ore per ogni singolo luogo ed all'interno di due fasce orarie ben precise: la mattina dalle 10 alle 13 ed il pomeriggio dalle 16 alle 20 (ma fino alle 23 in primavera ed estate). Ci dovrà essere una distanza minima dai luoghi di culto di almeno 10 metri. E saranno tassativamente vitate le amplificazioni, strumenti a percussione o altri come sax e trombe, e bombolette spray per i disegnatori.

Ma l'arte di strada non dovrebbe essere libera di esprimersi improvvisando ovunque e comunque? Non parliamo di criminali ma di persone che, attraverso la loro musica, i loro giochi di equlibrio ed i loro teatrini, costruiscono concretamente un pezzo di atmosfera romana. Non è un caso che i loro rappresentanti, in occasione della portesta in Campidoglio (foto), ritengono che se la delibera passasse "si azzererebbe il diritto per romani e turisti di godere di un'arte antica oltre 2000 anni". Secondo il promotre della delibera, l'assessore alla Cultura, Dino Gasperini, la questione è invece un'altra: "l'arte di strada- ha detto- si deve svolgere a determinate condizioni e non avere impatti negativi sulle attività quotidiane, sia commerciali che residenziali". In pratica l'arte di strada è un fastidio per i negozi ed i residenti... Voi che ne pensate?

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