Il Fantastico Mondo del Fantastico a Lunghezza, Roma


Il Fantastico Mondo del Fantastico di Lunghezza a Roma, non è l'ultimo parco a tema inaugurato tra lustrini e paillettes, attori famosi e politici di turno; non stiamo parlando di strutture sul tipo di Zoomarine o Magicland, dove le dimensioni le raccontano i parcheggi ed i torpedoni che ci stazionano. Eppure nonostante questo, o forse proprio per questo, ieri io, mio marito e la mia piccola Ari, abbiamo passato una bella giornata nel parco del Castello di Lunghezza, all'insegna della meraviglia e la gioia; la meraviglia che si disegnava sui volti dei bambini, e la gioia delle mamme, che potevano tornare bambine in compagnia dei propri figli.

Ci ho pensato questa notte, e dovendo spiegare perché ci siamo divertiti, perché abbiamo passato 6 ore in famiglia, senza pensare a nient'altro che non fosse legato al piacere di stare insieme, provo ad usare qualche immagine, che forse rende più di tanti discorsi; una ambiente familiare, sicuro ed accogliente, un pic-nic tra gli spettacoli del parco, degli spettacoli sparsi nella campagna, bambini che ridono e si divertono, gli ohh di stupore, e gli ahhh del lieto fine, i flash dei papà che fissano la giornata, dei veri professionisti dell'intrattenimento per i bambini, degli artigiani del sorriso.

Ecco, forse quest'ultima frase vale più delle altre; degli artigiani del sorriso, degli attori che lavorano con il mestiere e di fantasia, e mischiano lo zabaione con il pistacchio, alice con pinocchio, i super-eroi con i gladiatori romani, riuscendo a far dimenticare, grazie alla loro bravura, le piccole imperfezioni e le carenze della struttura, e così alla fine non ti ricordi più dell'audio non sempre perfetto, o degli specchi un po' vecchiotti, ma in mente ti rimane solo il sorriso beffardo di Zorro, le battute (dalla Sardegna) di Capitan Uncino, le movenze di Cat Woman, e il sorriso di mia figlia, che prima di addormentarsi in auto sulla via del ritorno, mi chiede "Ma ci torniamo un'altra volta?".


Nel parco è un susseguirsi di spettacoli, sparsi qua e là, tra vecchi fondali, e la frescura degli alberi. Per entrare la via migliore passa per il sottopasso della stazione di Lunghezza, che sbuca direttamente all'ingresso; 15 euro per gli adulti, 12 per i bambini, ma se vi organizzate da soli il pic-nic (potendo comunque contare sui tavoli e le sedie), sarà l'unica volta che tirerete fuori il portafogli. All'ingresso il programma degli spettacoli, che si ripetono nel corso della giornata, per cui nessuno stress, nessuna corsa; c'è tutto il tempo per vedere tutto quello che volete. Solo l'ingresso al castello è "comandato"; l'orario è quello che vi sarà comunicato all'ingresso.

Anche se venite "mangiati", nel senso che vi portate il mangiare da casa, potete utilizzare i tavoli e sedie del parco, ma se siete fortunati nel trovare l'angolo giusto, potete anche stendere il plaid e far finta di stare in campagna, invece che poco oltre il G.R.A. (e se organizzate una festa, vi riservano i tavoli e tengono la torta in frigo). Un'ultima cosa: l'età migliore per divertirsi nel parco va dai 4-5 anni agli 8-9, in quell'età in cui, i bambini sentono il fascino del racconto e della fantasia; bimbi più piccoli ancora non capiscono, bimbi più grandi sono troppo presi ad assomigliare ai grandi (e disdegnano le cose da piccoli), per accorgersi che i grandi guardano a loro con un pizzico di nostalgia ed invidia.

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